Noemi si racconta in tv: “Ho sofferto di derealizzazione”, ecco di cosa si tratta
A Verissimo Noemi spiega di aver sofferto di derealizzazione e prova anche a spiegare di che cosa si tratta
Ospite di Verissimo, la cantante Noemi si è raccontata senza filtri, tornando su uno dei momenti più delicati della sua vita personale e professionale. Un periodo segnato da paura, smarrimento e fragilità, vissuto proprio all’inizio del successo, poco prima della sua partecipazione a Sanremo con Sono solo parole.
Un racconto intenso, intimo, che ha colpito il pubblico per autenticità e coraggio.
Il racconto di Noemi a Verissimo
Noemi ha spiegato di aver sofferto di derealizzazione, un disturbo che provoca una persistente sensazione di distacco dalla realtà. I primi segnali arrivarono all’improvviso, in una notte apparentemente come tante.
«La prima volta iniziai a tremare», ha raccontato. Dormiva accanto al suo compagno, ma il bisogno di sentirsi protetta la spinse a chiamare la madre. Quella notte dormì con lei, abbracciata, cercando conforto in un legame primordiale. Eppure non era da sola in casa ma aveva avuto bisogno di avere sua madre accanto.
La sensazione era difficile persino da descrivere per Noemi: come se qualcuno le avesse tolto la parte che la teneva ancorata al mondo. Un’esperienza destabilizzante, arrivata proprio mentre la sua carriera stava prendendo il volo.
All’epoca, Noemi era concentrata su un obiettivo preciso: non perdere l’occasione più importante della sua carriera. La pressione, però, diventò insostenibile.
«Non volevo perdere la mia occasione a Sanremo, mi stressai troppo. Il mio corpo mi disse che dovevo fermarmi», ha spiegato. Quella derealizzazione fu, col senno di poi, una risposta fisica ed emotiva a un periodo vissuto “sballottata”, travolta dagli impegni e dalle aspettative. Nonostante si sia sempre considerata una persona serena, il panico prese lentamente spazio, accompagnandola per anni.
All’inizio c’era anche la paura di chiedere aiuto. Noemi ha confessato di aver esitato prima di intraprendere un percorso psicologico, come spesso accade quando si teme di affrontare le proprie fragilità.
Poi, la svolta. «Bisogna andare invece da un medico per mettere a posto una parte del nostro inconscio», ha detto con grande lucidità. Quando finalmente iniziò la terapia, l’effetto fu profondo e trasformativo.
Per tre anni si era svegliata ogni mattina con quella sensazione di distacco. Avviare il percorso le ha permesso di ritrovare equilibrio e presenza: una vera rinascita. Il racconto di Noemi va oltre la cronaca televisiva. Diventa una testimonianza importante sul valore della salute mentale e sulla necessità di ascoltare i segnali del proprio corpo.
Parlare apertamente di derealizzazione, panico e terapia significa normalizzare il bisogno di supporto psicologico, soprattutto in un mondo che spesso pretende performance continue, senza lasciare spazio alla vulnerabilità. Con la sua sincerità, Noemi ha offerto al pubblico un messaggio chiaro: fermarsi non è fallire. Curarsi, invece, è il primo passo per tornare davvero a vivere.