La casa di Carta 3 recensione: si rischia la “deriva”


Avviso ai naviganti, questa recensione contiene spoiler per cui, se state cercando commenti e opinioni varie ma non volete leggere quello che succederà nella terza stagione de La casa di carta, siete nel posto sbagliato! Potrete tornare a trovarci dopo aver visto tutti e otto gli episodi de La casa di Carta 3 per capire se anche voi avete pensato quello che abbiamo pensato noi! E scusate il gioco di parole…Dopo questo alert, possiamo concentrarci sulla terza stagione de La casa di carta e la nostra recensione arriva dopo la classica maratona con una full immersion nella serie.

LA CASA DI CARTA 3 RECENSIONE: UNA SERIE ALLA DERIVA?

Ci ha convinti, ci è piaciuta, siamo in trepidante attesa de La casa di carta 4, abbiamo divorato tutti gli episodi con la stessa passione con la quale avevamo visto le prime due stagioni? A giudicare da quello che leggiamo in giro, questa terza stagione de La casa di carta ha suscitato le stesse reazioni delle prime due: o la sia ama, o la si odia, non esistono vie di mezzo. La nostra sensazione però è che questa volta, gli autori avrebbero potuto fare molto molto meglio. Il fatto che Netflix abbia preso in mano la produzione si vede, basti pensare a quanto di magnifico si vede nei primi minuti della serie con le location mozzafiato scelte per l’ambientazione della “fuga” e della nuova vita dei protagonisti. Ed è proprio per questo motivo che ci si aspetta di vedere qualcosa in più anche dal punto di vista della trama che, ahinoi, è ancora una volta troppo soap e poco serie. Ma del resto, questo è sempre stato uno dei punti di forza, o dei punti deboli, a seconda del punto di vista, de La casa di Papel. Una serie che fa ridere e sorridere amaramente, e forse questa velata ironia dovrebbe essere la forza de La casa di carta ma che regala un finale amaro. Un finale che spazza via il sorriso dalle facce degli appassionati che, dopo l’ottavo episodio si ritrovano in mezzo a una guerra. Non è più una questione spagnola, è una questione mondiale. Non si scherza più, si fa sul serio.

Il problema resta quello di sempre: se ci si ferma a pensare, a chiedersi se tutto questo sia possibile, quale risposta possiamo dare? E non vogliamo parlare della rapina in banca che in generale potrebbe anche “passare”. Ma che cosa vogliamo dire del fatto che tutti i componenti della banda, possano tornare in Europa e poi in Spagna nonostante li cerchino gli agenti di tutto il mondo? Anche in questo caso ci si fida, ci si lascia trasportare nel mondo della banda di Dalì senza fare troppe domande.

LA CASA DI CARTA 4 CI SARA’: ECCO LE PRIME ANTICIPAZIONI

I punti deboli di questa stagione sono i flashback: troppi, troppo ricorrenti, troppo ripetitivi, spezzano il filo della narrazione anche se per certi versi la arricchiscono. E se è vero che il pubblico rivoleva Berlino e Netflix non poteva non accontarlo, è anche vero che si poteva fare di meglio.

Il fatto che La casa de Papel sia un fenomeno mondiale, piaccia in tutto e per tutto, non ne fa comunque una serie priva di punti deboli, anzi. A differenza delle prime due travolgenti stagioni, la terza presenta molte lacune che forse, solo nella season 4 potranno essere colmate con un finale degno di tanta attesa.

E se lo spirito della soap non può e non deve essere condannato, forse sono pochi a sapere che Alvaro Morte è stato tra i protagonisti de Il segreto ( come anche altri attori de La casa de Papel) le questioni di cuore troppo spesso annichiliscono una trama che avrebbe potuto dare di più.

LA CASA DI CARTA 3 E IL FEMMINISMO IMPERANTE CHE NON PASSA INOSSERVATO

Altra cosa che non si può fare a meno di notare è come in questa terza stagione de La casa di carta il ruolo delle donne sia fondamentale. La serie non avrebbe senso di esistere se Tokyo non avesse imposto il suo volere, lasciando Rio da solo perchè l’isola paradisiaca non le bastava più. Raquel assume un ruolo fondamentale nella banda ma soprattutto ci sono le mamme. C’è Nairobi che ha un figlio : è il punto debole sul quale si punterà per dare un colpo alla banda; Monica e Denver litigano perchè in quanto genitori vogliono proteggere il loro bambino. E poi c’è una futura mamma, Alicia Sierra che incarna proprio un personaggio da amare oppure odiare ( a lavoro quasi la nono mese di gravidanza, tra l’altro) . E’ incinta, mangia lecca lecca ma non prova pietà. E’ stata capace di torturare Rio e soprattutto, come vedremo nel finale, di giocare con i sentimenti di una mamma, Nairobi, per tentare di ucciderla, poco importa se ha dovuto usare un bambino per farlo.

Il potere in mano alle donne: la negoziazione è in mano a una donna, Raquel ha in mano il cuore del professore, la banda finisce male per colpa di uno slancio d’amore di Nairobi che ha quindi il potere di mettere tutti in pericolo come prima di lei aveva fatto Tokyo.

In definitiva la nostra sensazione è che questa sia una serie che avrebbe potuto dare di più tagliando forse con il passato al quale è troppo legata. Ma forse, nella quarta stagione, vedremo finalmente il gran finale che ci farà dimenticare quello che non ci è piaciuto e ci aiuterà invece a consacrare La casa de Papel come una delle migliori serie di sempre.

L’ultimo episodio de La casa di carta 3 si intitola proprio “La deriva” e la nostra sensazione è che l’intera stagione l’abbia in parte presa…Confidiamo nella quarta.

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