Che Dio ci aiuti 7 qualcosa non funziona: tutto cambia per restare uguale

Per Che Dio ci aiuti è forse arrivato il momento di dare una svolta alla trama: troppe storie sempre uguali annoiano il pubblico che non premia la settima stagione
azzurra che dio ci aiuti 7

La settima stagione di Che Dio ci aiuti era davvero molto attesa. Purtroppo però sta deludendo, e non poco, le aspettative. Prendiamo ad esempio in esame la serata di ieri: tra il primo e il secondo episodio di Che Dio ci aiuti 7 si sono persi strada facendo 500mila spettatori. Rispetto alla prima puntata la serie è calata sotto ai 5 milioni. La premessa è d’obbligo: i numeri sono i numeri di una grande serie, nonostante il calo. Ma si discute sul contenuto. Un po’ il problema che ha avuto anche don Matteo, prima di tronare vincente con la rivoluzione portata dall’ingresso di Raoul Bova. Che Dio ci aiuti è arrivata alla settima stagione. Le prime sono state piene di emozioni: la storia di Azzurra e Guido ( con Lino Guanciale in stato di grazia); la morte dei due amati protagonisti e la rinascita di Azzurra. Poi le storie degli altri protagonisti, ogni anno diverse ma sempre troppo simili. Ed è questo forse il vero problema di Che Dio ci aiuti: tutto cambia per restare uguale. Se poi mandiamo via il vero punto di forza della fiction, Suor Angela con la meravigliosa Elena Sofia Ricci, la frittata potrebbe essere fatta.

Che Dio ci aiuti 7: serve un cambio di registro

Ci sono troppe dinamiche che da anni si ripetono identiche ( tra l’altro non solo identiche alla trama di Che Dio ci aiuti ma anche a quella di Don Matteo). Se da un lato abbiamo un prete, dall’altro abbiamo una suora. Da uno abbiamo i Carabinieri e un magistrato, dall’altro un avvocato o un medico che corrono in aiuto dell’eroe protagonista. Poi c’è il bambino che non è mai figlio di chi dice di essere il suo vero padre o la sua vera madre. C’è un losco segreto nel passato da scoprire. Da un lato abbiamo ma canonica sempre fin troppo affollata, dall’altro abbiamo il convento altrettanto pieno di ospiti desiderati o meno. In comune suor Angela e Don Matteo tante cose, oltre all’abito nero: arrivano sempre prima di chi indaga, non si capisce mai come è possibile. Poi ci sono gli ospedali, il carcere, le confessioni. Il pentimento. Insomma le trame sono sempre identiche di anno in anno, cambiano i personaggi ma quello che resta è la storia. E dopo sette stagioni, la noia è chiaro, se non ci butti dentro qualcosa di interessante, prende il sopravvento. Ah tra l’altro le due fiction hanno anche in comune gli attori, il che non è un bene.

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