Il caso Parliamone sabato sbarca sulla BBC mentre in Italia piovono accuse contro Paola Perego e Lucio Presta

Postare una immagine su tutti i social, da una pagina all’altra, e commentare che si paga il canone anche per vedere queste cose su Rai1, purtroppo, smuove più coscienze che scrivere fiumi di parole per sottolineare che c’è qualcosa che non va nella nostra televisione. Il caso Parliamone Sabato ha sollevato davvero un polverone ma siamo pronti a scommettere che se non ci fosse stata quella iconografica, e si fosse “semplicemente” esaurito tutto con il solito talk, nessuno avrebbe notato nulla. Facile è condividere una immagine che desta scalpore, basta un click, di chi posta qualcosa senza neppur aver visto un minuto di quel programma. Già perchè se tutti gli indignati che hanno condiviso questa foto sui social, fossero stati davvero davanti alla tv a vedere Parliamone sabato, probabilmente il programma non sarebbe stato chiuso ( perchè diciamolo, gli ascolti bassi giocano sempre un ruolo fondamentale in queste vicende). Detto questo è chiaro che anche su Ultime Notizie Flash si prende la distanza da un talk di basso livello come quello che è andato in onda sabato su Rai1. La Rai ne prende le distanze, e farebbero bene anche alcuni addetti ai lavori e conduttori che si schierano, a capire che vento tira in casa rai ( vedi ad esempio Salvo Sottile che parla sui social di cazzeggio e si schiera dalla parte di Perego e Presta). E’ anche chiaro che la chiusura del programma è probabilmente anche un esempio per far capire a tutti, dai telespettatori agli addetti ai lavori, che la superficialità non paga. Parliamo sabato prima vittima sacrificale di una Rai che cambia e che si evolve con una mission abbracciata dal presidente della Rai, dal direttore della Rai e da Andrea Fabiano direttore di Rai1. Il caso pensate, ha comunque fatto il giro dell’Europa, quando si dice il potere dei social, tanto che persino la BBC ne ha parlato. 

L’articolo della BBC, che riporta anche le dichiarazioni del ministro Boldrini, sottolinea come nel talk dedicato alla “minaccia che viene dall’est” con tutto quello che le donne dell’est farebbero ( tra pregi e difetti) ci sia una sorta di dibattito sessista. E nell’articolo viene riportata l’infografica che ha fatto tanto discutere ( a proposito di questo ricordiamo anche che i sei motivi per scegliere una donna dell’est derivavano da un articolo umoristico del sito OltreUomo che da anni si occupa di liste di questo genere che fanno il giro del web). Chi ha deciso di parlare di questo argomento, usando la grafica in questione, non ha capito molte cose. Se infatti condividere una immagine di questo genere sui social porta condivisioni, click e like, in un programma di Rai1, del servizio pubblico, visto anche il taglio che è seguito nella discussione successiva, fa indignare. Il vero problema infatti, non è la lista di per sè ma il fatto che in studio, come sottolinea anche Monica Maggion, per una mezz’ora consecutiva si sia parlato di questo argomento, senza che nessuno prendesse le distanze dalla lista. Come se tutto questo appunto, fosse normale. 

LA DIRIGENZA DELLA RAI PRENDE LE DISTANZE DAL LAVORO DELLA CONDUTTRICE 

LE DICHIARAZIONI DI MONICA MAGGIONI-Intervistata da Repubblica, la Maggioni ha dichiarato: “Il problema non è una battuta inconsapevole, ma la costruzione di una pagina su un tema del genere. È un’idea di donna che non può coesistere con il servizio pubblico. Non posso pensare che trenta minuti su una questione del genere siano stati pagati col canone.

Monica Maggioni punta il dito anche contro la conduttrice esprimendo chiaramente quello che è il suo personale punto di vista sulla questione, che rappresenta poi anche la visione dell’azienda: “Non è certo la sola responsabile. Non ha fatto bene il suo lavoro. Per questo ne risponde lei, insieme agli altri con cui ha realizzato quella trasmissione. Non posso accettare che i conduttori siano importanti solo quando le cose vanno bene, se invece fanno male passavano lì per caso. Perego è parte di un programma che viene chiuso e su cui ci sarà una serissima riflessione interna.” A proposito del tweet di Presta che ironizzava sul fatto che dopo la chiusura di Parliamone sabato le donne dell’est avrebbero ritrovato in qualche modo la loro dignità, la Maggioni attacca: “Ha voluto ridurre questa scelta seria e intelligente dell’Azienda alla risposta al can can politico. Questo, lo voglio dire molto chiaramente, è inaccettabile. È venuto il momento di riflettere a più ampio spettro su chi siano le persone con cui noi costruiamo la televisione pubblica. A questo mondo nessuno è intoccabile e nessuno è da criminalizzare a priori. Ma ognuno è responsabile di quello che fa, dice o produce.”

LE DICHIARAZIONI DI CAMPO DALL’ORTO– Sulla stessa linea d’onda il direttore generale Rai che in una intervista per La Stampa, dichiara: “La verità è che quanto più un’azienda ha le idee chiare sulla sua mission, tanto più è indipendente da figure esterne di questo tipo. I manager come Presta ci sono in tutte le tv del mondo, fanno il loro mestiere, ma sei tu azienda che devi avere la forza per decidere in maniera autonoma senza sottostare alle pressioni.”

La dirigenza della Rai è compatta su questa decisione. Al momento la sola a non rilasciare dichiarazioni è stata Paola Perego che ha perso il suo programma e forse anche la possibilità di averne altri in Rai. 

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