Il Labirinto del Silenzio il film scelto da Rai 1 per la Giornata della memoria: la trama

Per la giornata della memoria 2018 la Rai sceglie il film Il Labirinto del silenzio in onda in prima visione il 27 gennaio 2018: la trama del film e il trailer della pellicola che racconta la storia di un giovane procuratore a caccia di verità

 Il labirinto del silenzio (Im Labyrinth des Schweigens) è film scelto dalla Rai per la prima serata di sabato 27 gennaio 2018. E’ il film che il pubblico del primo canale potrà seguire nella giornata della memoria. Un film molto forte che racconta la storia di un giovane procuratore che andrà contro tutti e tutto pur di fare giustizia. Non basta far finta che le cose nel passato non siano accadute, bisogna affrontarle. Le persone che hanno sbagliato dovranno pagare: è questo il punto di partenza del film Il labirinto del silenzio in onda il 27 gennaio 2018 su Rai 1. Chi si è macchiato di crimini inenarrabili deve pagare, chi si è schierato dalla parte del male deve pagare e poco importa se sono passati più di dieci anni da quando la seconda Guerra Mondiale è finita. I crimini maturati in quegli anni non possono finire nel dimenticatoio e ci sono molti documenti che possono permettere a un procuratore di aprire una indagine, di istituire un processo, di arrivare a delle condanne. Il Labirinto del silenzio è un film del 2014 diretto da Giulio Ricciarelli. Il film è stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival ed è stato selezionato per rappresentare la Germania ai premi Oscar 2016 per il miglior film straniero, non entrando nella cinquina dei candidati. Scopriamo la trama del film in onda su Rai 1 nella giornata della Memoria 2018. 

IL LABIRINTO DEL SILENZIO IN ONDA IN PRIMA VISIONE SU RAI 1 IL 27 GENNAIO 2018 NELLA GIORNATA DELLA MEMORIA: LA TRAMA DEL FILM– Francoforte, 1958; dopo i tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale, un velo di silenzio sembra esser caduto su tutto quello che è successo negli ultimi anni. C’è paura, c’è vergogna. Diversi sentimenti si mescolano tra di loro. C’è chi ha paura di parlare perchè potrebbe dire qualcosa che va fuori posto e c’è anche qualcuno che ha paura di ricordare i tempi del regime nazionalsocialista.

Queste paure non sono quelle di Johann Radmann che è un giovanissimo procuratore della neonata Repubblica Federale Tedesca; il giovane, che solitamente è incaricato di risolvere casi di infrazioni stradali si imbatte in alcuni documenti portati dal giornalista Thomas Gnielka. Sono documenti che parlano di tutto quello che gli uomini tedeschi hanno fatto negli anni delle leggi razziali, prima e durante la seconda guerra mondiale; sono documenti che lo aiuteranno a dare, successivamente, il via al processo contro il professore Schulz, che ha prestato servizio ad Auschwitz e continua ad insegnare nella scuola elementare locale, nonostante le disposizioni di legge vietino la presenza di ufficiali SS nell’amministrazione dello Stato. Johann non ha paura di ricordare e non ha paura di scoprire che magari proprio qualuno a lui molto vicino si è macchiato di crimini inenarrabili. Vuole giustizia, vuole scacciare via il silenzio ipocrita di questi anni. Sul caso si solleva un notevole interesse e Radmann, con l’appoggio del procuratore generale Fritz Bauer, decide di espandere la ricerca indagando su tutte le persone che hanno prestato servizio come SS e hanno commesso crimini di guerra.

Saranno degli incontri speciali a cambiare per sempre la sua vita. A una festa il procuratore incontra Marlene Wondrak, un’ex imputata in un processo da lui svolto tempo prima, di cui si innamora, e Simon Kirsch, un sopravvissuto ebreo, il quale ha conservato in una valigia dei documenti riservati con i nomi di alcune SS che prestavano servizio ad Auschwitz. Radmann e Gnielka entrano in possesso di questi documenti contro il volere di Simon Kirsch.

Per attribuire agli ex soldati tedeschi la giusta sanzione, il giovane avvocato inizia ad interrogare gli ebrei sopravvissuti. Uno di essi è proprio Simon Kirsch che, titubante, racconta del medico delle SS Josef Mengele, detto anche “dottor morte”, il quale prestava servizio ad Auschwitz e aveva fatto delle piccole figlie di Simon le cavie per i suoi esperimenti. Venuti a conoscenza dei fatti, Radmann e Gnielka iniziano a dargli la caccia. Durante la ricerca Radmann e Gnielka riescono a far arrestare alcuni degli ex ufficiali delle SS come Fritzsch, l’aiutante di campo di Rudolf Höss, primo comandante del campo di concentramento di Auschwitz, e Robert Mulka, suo aiutante. C’è molto però che il giovane non sa del suo passato, della sua famiglia. Sua madre ha una rivelazione che potrebbe far cambiare le cose…Radmann viene a sapere da sua madre che anche suo padre era un ufficiale del partito nazista. A ciò si aggiunge la notizia che Simon Kirsch è in ospedale e, insieme a Gnielka, gli fa una visita. Simon, viste le pessime condizioni di salute, chiede ai due amici di andare ad Auschwitz al suo posto e recitare il Kaddish per le sue figlie morte, ma Radmann rifiuta per concentrarsi sul lavoro. Non vi riveliamo quello che sarà il finale del film. L’appuntamento è su Rai 1 il 27 gennaio 2018 con il film Il Labirinto del silenzio in prima visione. 

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