Gianna Nannini: “Non sappiamo cosa ci aspetta, quello che possiamo fare è stare a casa”

Fa un doppio appello ai suoi fan Gianna Nannini e non solo dai social ma anche in collegamento con Storie Italiane: “Non sappiamo cosa ci aspetta, quello che possiamo fare è stare a casa”. Non esagera, nessuno sa quando finirà e come si evolverà tutto. Speriamo e dobbiamo dire che andrà bene ma possiamo solo stare a casa, è l’unica cura possibile, è l’unica arma che abbiamo contro il coronavirus. Gianna Nannini ripete che non conosciamo questa situazione, è del tutto nuova per tutti, per questo il futuro resta incerto, “non ce lo dicono”. Dobbiamo tutti restare a casa, dobbiamo usare la testa: “Speriamo che tutte le persone capiscano” ha aggiunto l’amatissima cantante che per tutti su Instagram sta organizzando le sue serenate rock, le sue dirette per fare entrare tutti nei suoi concerti. C’è un altro appello che la Nannini fa a tutti ricordando che alle 16 sarà in diretta sul suo profilo social per cantare tutti insieme.

GIANNA NANNINI: LA COSA PIU’ BRUTTA E’ LA SOLITUDINE

Con le sue canzoni resta accanto a chi vive la solitudine in modo più grave, ovvio che il suo dolore per chi sta soffrendo più degli altri in questo momento è presente e forte ma deve anche pensare ad andare avanti ed è per questo che chiede solidarietà. Molti ospedali hanno bisogno di aiuto e lei si sta occupando del San Paolo e del San Carlo: “Sono in una emergenza assurda”. Il suo live oggi su Instagram servirà anche a questo.

“Uso lo stesso metodo di sempre due casse e chitarra come per le demo, non bisogna farsi troppi problemi adesso perché i problemi sono altri. Bisogna adesso arrivare alle persone, dare emozione attraverso le dirette, che poi non è così diverso come i concerti dal vivo per me“.

“La cosa più brutta è la solitudine, bisogna darsi da fare, quando la scegli è bella, quando è forzata è una galera”. Il messaggio di Gianna Nannini è di darsi da fare per gli altri, ognuno lo deve fare per gli altri, non solo stare vicino ma anche lasciare il posto in ospedale agli altri, stando a casa. 

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