Ivan Cottini felice per la pensione di invalidità ma Storie Italiane prosegue la battaglia

Ivan Cottini continua ad essere un grande esempio per tutti. In collegamento con Storie Italiane ha voluto ringraziare tutti per la battaglia vinta, per l’aumento della pensione dell’invalidità. Da 290 euro a circa 640 euro; Ivan Cottini è felice, non mente, la sua gioia è immensa ed è evidente, finalmente non si sente più un peso per la sua famiglia. Una invalidità riconosciuta al 100% e Ivan Cottini con la consueta serenità è soddisfatto, ringrazia Eleonora Daniele perché è dopo l’appello a Storie Italiane che il ballerino è riuscito ad ottenere un aumento. In studio però tutti sono d’accordo, quei soldi non possono bastare. La gioia di Ivan è risultato di una battaglia vinta ma è padre di una bambina, la sua malattia purtroppo avanza. “Sono felicissimo come un bambino il giorno di Natale per me e tanti ammalti e non voglio lamentarmi e sollevare altre polemiche, siamo felicissimi con questi soldi in più”.

IVAN COTTINI DA SEMPRE UN GRANDE ESEMPIO DI FORZA E SERENITA’

Ma questi soldi includono anche le cure? “L’80%dei farmaci mi viene passato ma il 20% è a carico mio ma c’è anche altro da pagare come integratori e terapie ma oggi mi sento un po’ meno parassita per la mia famiglia e oggi posso pensare di iniziare a mettere qualche soldino da parte per mia figlia”. Il ballerino ci lascia ancora una volta senza parole e possiamo solo sentirci piccoli davanti a lui.

“E’ una persona che non si è mai persa d’animo che regala gioia a chi gli sta intorno, c’è solo da imparare da queste persone e prenderle come esempio” sono le parole di Giovanni Terzi che conosce bene Ivan Cottini. 

Per Eleonora Daniele è come un familiare, lui la chiama sorellina ma la battaglia della conduttrice di Storie Italiane non vuole rovinare la gioia di oggi di Cottini però sa che quei soldi non possono bastare, anche perché la malattia di Ivan avanza.

“Voglio fare un calendario sexy per il tuo giornale per beneficenza – dice ad Alessi – la vita è solo una e pure breve e io me la voglio giocare con il sorriso anche da malato”. Non c’è altro da aggiungere se non imparare la lezione ancora una volta.

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