Carlo Verdone a Domenica In, la rabbia per la morte della madre

Un libro che nasce dai ricordi, Carlo Verdone racconta tanto di se stesso attraverso i ricordi che ha messo insieme. Un libro dedicato ai suoi figli, Giulia e Paolo. A Domenica IN l’attore e regista che da poco ha compiuto 70 anni racconta la rabbia per il modo in cui ha perso la madre, la fede che sembra andata via. “Io vivo di ricordi che sono l’unica prova che ho vissuto e non solo esistito. Nessun te li può rubare, non possono essere manipolati. E’ il film più vero della tua vita”. Carlo Verdone racconta: “Da quando ho perso mamma e papà non sono stato più lo stesso, ho perso la fede, mi sono arrabbiato perché non potevo accettare la perdita così dolorosa di mia madre”. Una rabbia vera ma poi un incontro importante gli ha dato modo di pensare che “avere la fede è rincorrere la fede continuamente”.

CARLO VERDONE RICORDA UN GIORNO CON SUA FIGLIA GIULIA

“Questo è il periodo della mi saggezza, della mia profondità, posso dire di essere in qualche modo appagato. Se prometto qualcosa la mantengo e cerco di essere accanto soprattutto ai giovani; nel mio ambiente c’è un gran sconforto e nel mio prossimo film cercherò per quanto posso di mettere più giovani possibili dentro”.

Gli manca anche l’ansia sul set, l’adrenalina. Ricorda che quando sua figlia Giulia aveva nove anni e mezzo lo accompagnò alla presentazione di un film, voleva fare la sua segretaria. Fu così stancante per la sua bambina che faceva tutto per il papà. Ricordi teneri che si aggiungono agli altri.

Ricorda il padre che è nato orfano, è nato povero, nella povertà più assoluta, è un uomo che si è fatto da solo, di lui è molto orgoglioso. Fino a poco fa gli capitava di comporre il numero di telefono di casa dei genitori, poi si fermava. “Per me che sono genitori è complicato essere alla loro altezza ma a un certo punto in poi ho cercato di essere molto vicino ai miei figli e passare loro gli insegnamenti che ho ricevuto”. 

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