Sonia Bruganelli senza filtri a Belve: intervista fortissima

Una pantera, se dovesse scegliere sarebbe questo l’animale che la rappresenta. Inizia così l’intervista a Sonia Bruganelli per Belve, il programma di Rai 2. La moglie di Paolo Bonolis si racconta senza filtri: dalle difficoltà avute non appena è diventata mamma ( ha detto che ha “abdicato al ruolo di madre” non sentendosi pronta, credendo di essere ancora figlia), alla non accettazione della malattia di sua figlia. I momenti di dolore immenso, gli attacchi di panico, i 20 giorni passati dentro a un letto senza voler più fare nulla. Non si è nascosta, senza filtri ha spiegato come sia stato difficile per lei essere madre e come sia oggi anche difficile essere moglie. Si definisce una persona anaffettiva, incapace di provare sentimenti, incapace di parole d’amore per suo marito, incapace di essere romantica con lui. E quando le si chiede cosa sia per lei l’amore oggi, dopo oltre 25 anni di matrimonio spiega che è andare nella stessa direzione per amore dei figli, essere famiglia, essere insieme nelle sfide professionali. Ma non le importerebbe se suo marito la tradisse, andrebbe avanti lo stesso. E spiega che un segreto per far durare tanto un matrimonio sta nel non passare molto tempo insieme al proprio marito: se si può meglio vivere anche in appartamenti diversi, scherza ma non troppo l’imprenditrice.

Sonia Bruganelli: a Belve una intervista senza filtri

Sonia non si è nascosta, ha risposto a tutte le domande di Francesca Fagnani, spiazzandola forse in alcune circostanze. Perchè ha raccontato di tutto il dolore provato dopo la nascita di sua figlia Silvia, si è sentita in colpa per aver messo al mondo una bambina che non era perfetta. Non ha mai perdonato Dio per aver dato a Silvia tanti ostacoli da superare. E forse non ha mai ringraziato abbastanza suo marito Paolo che in quel momento così drammatico è stato padre e madre di una bambina che avrebbe avuto tanto bisogno della sua mamma. Parole davvero molto forti che magari qualcuno non comprenderà ma che ci mostrano una persona schietta e sincera. Che ha sofferto così tanto da essere “anestetizzata” a tutto. Non prova empatia, non prova affetto. Non sempre è una cosa buona lei lo sa, ma non ci può fare ormai niente.

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