La lettera che Eleonora Daniele ha scritto a sua figlia per raccontargli dello zio

Eleonora Daniele lettera

La figlia di Eleonora Daniele è nata dopo la morte di Luigi, il fratello della sua mamma. E’ per raccontargli di lui che la conduttrice ha scritto una lettera alla sua Carlotta. Suo zio Luigi l’avrebbe fatta sentire speciale. Quella lettera è nel libro in cui racconta chi era Luigi, quella lettera un giorno sua figlia la leggerà da sola. Si commuove Eleonora Daniele, non riesce a non piangere ogni volta che parla di suo fratello, ma a Oggi è un altro giorno tutto è ancora più complicato perché in quella lettera ci sono le due persone a lei più care. Avevano un gesto che era solo loro, Luigi appoggiava la sua testa a quella di Eleonora e lei capiva che il mondo del fratello era anche il suo. E’ un gesto che non ha più ripetuto nemmeno con suo marito o con sua figlia, è un gesto che resta nei ricordi, che la commuove sempre.

Eleonora Daniele a Oggi è un altro giorno

“Amore mio, voglio raccontarti di tuo zio che era assolutamente imperfetto e per questo superlativo. Tuo zio con i soli occhi e i pochi gesti sapeva fare mille discorsi, mi ha insegato l’arte del silenzio che non è l’assenza di parole ma il suono di parole che non sono state ancora pronunciate. Ti avrebbe amato tantissimo con i suoi tempi dopo averti studiato e con i suoi modi che ti avrebbero fatto sentire speciale. E’ stata una fortuna incontralo, mi ha accompagnato per una strada impervia ma fatta di sentieri incredibilmente belli e di ruscelli pieni di incanto. Mi ha reso la donna che sono, la madre che hai. Ti auguro di andare sempre oltre, oltre l’apparenza, oltre l’esteriorità. Finché tenti vuol dire che non sei indifferente. Mamma“.

E’ commossa Eleonora, si asciuga le lacrime: “Vederla in queste immagini… dico sempre ‘quanto sei bella amore mio’”.

Eleonora Daniele era più piccola di suo fratello, di 6 anni ma era un po’ la sua mamma. “Era una cosa bellissima occuparsi di lui… iniziai a capire e ad ascoltare anche i suoi desideri e i suoi pensieri. Era veramente come un figlio perché alla fine quando ci si occupa di una persona disabile in casa diventa tutto”.

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