Tinto Brass messo in manicomio dal padre e oggi prigioniero in casa: “Bisogna agire”
Il padre di Tinto Brass lo rinchiuse in manicomio, lo racconta la moglie a La volta buona. Oggi a 92 anni il regista è prigioniero in casa
Tinto Brass da cinquant’anni vive a Isola Farnese e da giorni lancia appelli alle istituzioni per se stesso e per gli altri abitanti del borgo. A La volta buona c’è sua moglie, portavoce delle gravi difficoltà che Tinto Brass e gli altri stanno vivendo. Il regista ha 92 anni, è un prigioniero in casa sua, per lasciare il borgo dovrebbe fare 141 gradini, cosa impossibile.
C’è altro che racconta la moglie di Tinto Brass mentre al pubblico di Rai 1 confida anche come è iniziata la loro storia d’amore. Lui era un ragazzino più vivace rispetto ai fratelli, a 13 anni il padre lo mise in manicomio. >>>Leggi anche Tinto Brass, malore nella notte: è ricoverato in terapia intensiva a Roma
La moglie di Tinto Brass a La volta buona
E’ cercando nelle sue cose in archivio che la moglie di Tinto Brass scoprì una cosa che la colpì molto e che oggi colpisce tutti: “Aveva 13 anni ed è stato rinchiuso in manicomio dal padre e questo episodio quindi mi ha poi consentito di capire soprattutto la prima parte della sua filmografia”.
Il padre non pensava che il figlio fosse pazzo ma che fosse un pessimo esempio per i suoi fratelli. Cosa faceva di così grave Tinto? “Era un ragazzino più vivace degli altri… rubava i libri nella biblioteca e poi li vendeva, cioè nella sua biblioteca, nella biblioteca del padre, quindi era un po’ ribelle”. Erano altri tempi, erano 80 anni fa.
Ma la ragione della presenza di sua moglie a La volta buona è per risolvere che un intero borgo è isolato. C’è una scala di 141 gradini ma questa scelta non risolve del tutto il problema.
“Non ci sono parole, bisogna agire” le parole di Brass. “Dobbiamo scendere e poi risalire questi 141 scalini e ci sono le altre famiglie che stanno vivendo dei disagi non solo noi”.
A sostenerli c’è sempre la protezione civile della Croce rossa, non sono abbandonati e a fine intervista questa cosa la moglie di Brass la dice in modo chiaro. C’è un presidio sanitario e un’attività di coordinamento con le istituzioni. In due mesi è prevista la costruzione di un tunnel, questa apertura dovrebbe risolvere il problema ma intanto la situazione è complicata. E’ un borgo che si trova alle porte di Roma ma non è l’unico luogo dove in Italia le persone stanno vivendo gravi difficoltà.