Alfonso Signorini grazia Katia Ricciarelli e sgrida il pubblico: Grande Fratello VIP 6 sarà più omofobo?

Il Grande Fratello VIP è passato da “l’ultima parola ce l’ha il pubblico” a “caro pubblico, smettetela di segnalare ogni brutta uscita”: storia vera. A segnalarci di questo incredibile cambio di rotta è Alfonso Signorini nel corso della puntata del 17 settembre 2021 di Grande Fratello VIP, lo storico reality show Mediaset. Ma cosa ha portato il conduttore e giornalista a fare una affermazione del genere?

Tutto nasce dall’ondata di tweet e post social esplosi sul web negli ultimi tre giorni in cui veniva segnalato che la concorrente Katia Ricciarelli ha usato un termine particolarmente razzista per descrivere una camicetta hawaiiana indossata da Alex Belli. Alla visione di tutti quei colori sgargianti, la cantante lirica ha sentenziato: “Mi sembri un po’ ricch**ne!”. La storia del programma ce lo insegna: l’utilizzo di parole di mero stampo razzista e omofobo devono essere punite… ma a quanto pare non più da quest’anno, ci spiega Alfonso Signorini.

Alfonso Signorini grazia Katia Ricciarelli sull’uso di una parola omofoba

Ore 00:45. Alfonso Signorini annuncia di doversi collegare con i vipponi della casa de Grande Fratello VIP 6 per un importante annuncio da fare. Aperto l’audio con i concorrenti, il conduttore è partito con il suo discorso: “Voglio parlarvi di una cosa che sta a cuore al Grande Fratello […] Siamo in un reality e significa che è una fotografia spaccata della realtà, va in onda 24 ore su 24 e non nasconde nulla nel bene o nel male. Ci sforziamo di far conoscere le pagine più belle, nel daytime, ma qualche scivolone può capitale. Ovviamente ci sono scivoloni gravi e scivoloni meno gravi…”.

E questo è l’antipasto del vero argomento che affronterà più tardi: “Gli scivoloni si pagano ma è giusto che si paghino. Ma quest’anno il Grande Fratello, e con mia grande gioia, ha pensato di adottare sul politicamente scorretto un atteggiamento un po’ meno bacchettone. Perché ne abbiamo tutti abbastanza le tasche piene di avere il terrore di pensare: oddio che cosa ho detto! Appena sentiamo una parola, si invoca subito il bodyshaming, MeToo e chissà quali altre minacce. Credo che nessuno di noi ne possa più di tutto questo!”.

Signorini sgrida i telespettatori e chi commenta il programma sui social: “Siamo consapevoli che sui social siano molto sensibili su questi temi ma a volte tutto acquista una dimensione troppo surreale. Ok? Certo, questo non vuol dire liberi tutti, ognuno può dire parolacce dalla mattina alla sera o inneggiare… Da oggi ogni cosa verrà valutata nella sua intenzione“.

Le nuove regole comportamentali, dunque, sono le seguenti: “Saremo rigidi con chi usa espressioni contro le donne, contro l’orientamento sessuale o le bestemmie. Su questo saremo implacabili. Però, lasciatemelo dire, che se una persona dice una parolaccia o esprime una considerazione che non è di carattere offensivo è un semplice caduta di gusto… Quello va bene, quello sì”.

Alfonso Signorini non si tira indietro e cita il caso di Katia Ricciarelli: “Katia in questi giorni ha detto delle cose che non sono state di gran gusto. Dato che vi conosco, non siete delle persone irresponsabili: evitate tutto questo. Però davanti a queste cadute di gusto noi non vogliamo ritrovarci con la bacchetta in mano perché ne abbiamo le tasche piene. Ok?”.

E quindi una seconda stoccata al pubblico dei social: E voi da casa, non passate tutto il tempo a sottolineare cose come scivoloni, gaffe… Godetevi l’avventura del Grande Fratello! Appassionatevi a quello che succede, senza pregiudizi. Perché voi fuori dalla casa siete i primi a non averceli questi pregiudizi. […] Perché se un ragazzino di 21 anni dice “Oh che bella…” e usa una espressione infelice, questo a casa vostra non accade? Dite “oh che bella ragazza”? Ci siamo un po’ stancati di tutto questo“.

Grande Fratello VIP 6 sarà più omofobo?

Non aver punito in alcun modo l’utilizzo di una parola esplicitamente razzista e omofoba come “ricch*one” è oggettivamente una brutta pagina di televisione che già trova stascichi nelle altrettanto imbarazzanti affermazioni di Barbara Palombelli sui femminicidi. Se, come dice Signorini, la parola non vale nulla ma vale soprattutto l’intenzione con cui la si dice, da oggi sarà possibile lanciare bestemmie appellandosi al fatto di non averlo detto intenzionalmente? Questa faccenda crea un precedente davvero non di poco conto…

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