Il grande e composto dolore di Kabir Bedi per il suicidio del figlio: “Ho cercato di salvarlo”

kabir bedi

Una pagina molto dolorosa e forte quella che ieri sera il Grande Fratello VIP 6 ha regalato al pubblico di Canale 5. In Italia si conosce poco la storia di Kabir Bedi, nonostante sia un amatissimo personaggio. Kabir è entrato in punta di piedi nella casa del GF VIP conquistando settimana dopo settimana l’affetto del pubblico, anche dei più giovani che non sapevano molto di lui e del suo Sandokan. E nella casa, si è anche aperto, raccontando molto della sua vita, con chi ha saputo e ha voluto ascoltarlo. C’è stato modo di parlare di uno dei più grandi dolori della sua vita: la morte di suo figlio, che purtroppo si è suicidato. Insieme a Signorini, che come al solito ha la stessa empatia di un ferro da stiro, ahinoi, Kabir ha raccontato la storia di suo figlio, un ragazzo promettente, un genio, che avrebbe avuto tutte le possibilità per diventare un grande informatico e che invece, a causa di una malattia, si è tolto la vita.

 “È terribile. Perdere un figlio per un suicidio non potete capire quanto ti tocca. Negli ultimi mesi, cercavo di stargli vicino ma non riuscivo a convincere mio figlio” ha detto Kabir che ha spiegato di aver provato a fare qualsiasi cosa per fargli prendere le medicine e per farlo curare.

La storia di Kabir e il grande dolore per la morte di suo figlio

Con grande dignità e con grande compostezza, Kabir ha parlato di questa ferita che brucia ancora in modo molto doloroso. E ha raccontato la storia di suo figlio Siddarth: “Il grande problema della schizofrenia è che è difficile. Giovani di 25 anni, normalmente uomini, normalmente intelligenti, improvvisamente scattano e perdono la lucidità. Quando perdono questa lucidità, non accettano che loro hanno un problema e diventa un problema ben più grande. Al tempo non c’erano le medicine che ci sono oggi, in quel tempo non funzionavano le medicine per lui. Ora c’è speranza, voglio dare speranza.” Kabir lo ha ribadito, oggi le cose sono molto diverse, oggi questa malattia si cura ma purtroppo all’epoca, quando si figlio si ammalò, le cure non riuscirono a impedire il gesto estremo.

Siddarth lasciò anche un biglietto, chiedendo ai suoi genitori di non essere tristi, perchè per lui, la morte sarebbe stata una liberazione, un momento di felicità.

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