Dentifricio con sostanze tossiche, come riconoscerlo

Non è la prima volta che si parla del pericolo che risiede in alcuni dentifrici, come riconoscere il dentifricio con sostanze tossiche? Di non molti anni fa l’allarme della presenza di una molecola considerata cancerogena in moltissimi dei tubetti di più diffusa consumazione. Prima di tutto la raccomandazione che vale sempre è quella di utilizzare il dentifricio con moderazione, non eccedere nelle dosi ma soprattutto risciacquare bene la bocca dopo il lavaggio. Detto questo possiamo cominciare il viaggio all’interno delle tabelle degli ingredienti dei dentifrici: sotto elencati troverete tutti quelli che generalmente è normale trovare all’interno dei tubetti, un numero di elementi che solitamente però non supera le 10 unità.

Importante prima di tutto dire che è normale che nei dentifrici siano presenti conservanti, coloranti e allergeni. È fondamentale però scegliere il dentifricio che abbia il minor numero di ingredienti di questo genere. Dobbiamo infatti evitare di dimenticare che il riferimento è ad un prodotto che entra a contatto direttamente con il nostro organismo attraverso la nostra bocca e che viene utilizzato da una persona in media tre volte al giorno tutti i giorni: non sottovalutiamo quindi la potenziale tossicità dei dentifrici.

All’interno di essi è normale trovare sostanze abrasive (indicate solitamente come Silica, Sodium Bicarbonate, Calcium Phospate, Perlite): esse hanno la funzione di rimuovere macchie o piccole molecole di cibo incastrate tra i nostri denti che se non eliminate potrebbero facilmente contribuire alla formazione di carie. Comune poi nei dentifrici sono i Tensioattivi (Sodium Lauryl Sulphate) che hanno la funzione di annientare le molecole non solubili in acqua oltre che dotare il dentifricio della classica schiuma. Il Fluoro (Sodium Fluorite): è lui il principale nemico della carie!

Non è raro che i dentifrici contengano infine elementi antibatterici, regolatori di Ph (Sodium/calcium Phosphate, Sodium Hydroxide, Sodium Bicarbonate) per contrastare l’acidità di alcuni cibi e bevande che regolarmente immettiamo nel cavo orale, e aromi, per fornire al dentifricio differenti sapori ed offrire al cliente più scelta.

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