Lotta sclerosi multipla progressiva: 4,2 milioni di euro per una ricerca vincente

Un nuovo progetto per continuare la battaglia contro la sclerosi multipla progressiva. Il suo nome è BRAVEinMS e i finanziamenti, pari a 4.2 milioni di euro, sono arrivati dall’International Progressive MS Alliance, una rete di associazioni nazionali sulla sclerosi multipla tra cui anche l’italiana Aism. L’obiettivo del progetto è quello di selezionare entro 4 anni i nuovi candidati farmaci più promettenti contro la forma più grave della sclerosi, quella progressiva. A coordinare l’impresa che vede coinvolti i principali centri europei, statunitensi e canadesi, sarà Gianvito Martino dell’Irrcs San Raffaele di Milano. I fondi sono stati assegnati a Londra nell’ambito del Congresso Ectrims (Comitato europeo per la ricerca e il trattamento della sclerosi multipla). La vittoria dell’Italia nasce dopo vent’anni di ricerche e lotta da parte del professor Martino. La sclerosi multipla progressiva colpisce 1 milione di persone nel mondo e causa la degenerazione continua e inarrestabile della guaina mielinica che riveste gli assoni dei neuroni che permettono la trasmissione dei segnali nervosi. Le lesioni al tessuto celebrale determinano la progressiva perdita delle funzioni motorie, problemi alla vista e deficit cognitivi e neurologici.

ULTIME NEWS NELLA RICERCA PER COMBATTERE IL DIABETE: LEGGI QUINon esiste ad oggi nessun modo per bloccare questa malattia. Per cercare di trovare un farmaco contro la sclerosi multipla progressiva ci penserà quindi una squadra di tutto rispetto: il San Raffaele, l’Università degli Studi di Milano, l’Istituto Superiore di Sanità, il Cnr, l’Università Sapienza di Roma, l’Irbm di Pomezia, l’Università della California di San Francisco, la McGill University di Montreal,L’Università Pierre et Marie Curie di Parigi e gli atenei di Mainz, Münster e Düsseldorf. Il professor Martin ha spiegato che il progetto BRAVEinMS partirà con lo screening di alcune molecole attraverso un sistema bioinformatico per capire quali caratteristiche deve avere un composto per essere efficace contro la sclerosi multipla progressiva. Una volta individuate queste molecole, esse saranno prima testate su un modello di malattia realizzato con le cellule staminali e poi saranno sperimentate sugli animali. Nella fase di test con le staminali il San Raffaele avrà un ruolo determinante. Infatti ai malati verranno prelevate le cellule della pelle che saranno poi ringiovanite in staminali pluripotenti e differenziate in cellule nervose. Secondo le previsioni del professor Martino tra 4 anni si potrebbe arrivare a trovare 2 o 3 molecole per avviare i primi studi clinici.

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