Il virus Zika ha le ore contate: cura in arrivo? Partono le sperimentazioni sull’uomo

Mentre il virus Zika sembra essere in remissione nei Paesi del Centro America e nei Caraibi, emergono buone notizie sull’elaborazione del potenziale vaccino curativo. Le ultime arrivano dalla Vandenbilt University e da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori condotto da James Crowe e pubblicato sulla rivista Nature. E’ stato infatti scoperto un anticorpo, denominato ZIKV-117, dotato di proprietà antibiotiche in grado di bloccare l’infezione del virus sia nei feti sia nei soggetti adulti, come dimostrato sui topi infettati. L’anticorpo in questione ha infatti bloccato per più di 28 giorni l’attività del virus Zika, proteggendo anche i feti dall’azione dannosa e impedendo quindi l’insorgere di gravi problematiche, come ad esempio la microcefalia nei neonati infetti

I risultati soddisfacenti prodotti dalla somministrazione del vaccino sui topi ha portato a pensare come i benefici avuti possano riscontrarsi anche nell’organismo umano.

Da qui il National Institute of Health americano ha annunciato ufficialmente l’inizio dei test sui soggetti umani, grazie a un progetto che sarà coordinato in collaborazione con il Dipartimento della Difesa. La somministrazione sarà effettuata su un gruppo di 75 persone comprese tra i 18 e i 49 anni. I risultati derivanti da questa somministrazione – che comporterà comunque varie fasi e altri test – porteranno a confermare e convalidare la sicurezza del vaccino stesso, sebbene definire tale cura un “vaccino” è scorretto, come riporta lo stesso Crowe: “Il vaccino è un qualcosa che inietti per aiutare a sviluppare gli anticorpi contro una minaccia e ciò è definita come immunizzazione attiva. La nostra immunizzazione è però passiva, perché è ottenuta tramite anticorpi altrui, che però sono ugualmente in grado di bloccare un’infezione virale”.

Nonostante l’influenza mediatica sul virus Zika sia scemata, il pericolo è ancora incombente, in special modo per donne incinte e neonati, come ha ricordato il direttore dell’Institute of Allergy and Infectious Diseases, Anthony Fauci.

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