Trovate le cellule corrotte che aiutano i tumori

Una nuova ricerca ha stabilito che quando un tessuto è colpito dal cancro, le cellule del sistema immunitario che dovrebbero essere le guardie del nostro corpo, vengono ingannate e non combattono. Lo studio, pubblicato sulla rivista Immunity, è stato condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Milano. I due coordinatori dello studio sono Sergio Abrignani e Massimiliano Pagani. Abrignani ha spiegato che i dati che hanno mostrato come le cellule del sistema immunitario non rispondono alla malattia, hanno portato alla nascita di nuove terapie per la cura dei tumori. Abrignani ha anche rivelato che, mentre fino a qualche anno fa non esisteva nessuna cura contro il melanoma con metastasi, oggi il 40% dei pazienti guarisce. In sostanza le nuove terapie contro i tumori si basano su dei particolari anticorpi monoclonali che sopprimono i check point inhibitors, cioè gli inibitori della risposta del sistema immunitario in presenza di cancro. Le nuove cure però pur avendo portato al 40% di guarigioni generano grossi effetti collaterali e molti pazienti si ritrovano a dover sospendere le terapie. Inoltre questo tipo di cura non si adatta a tutti i tumori. Per cercare di venire a capo di queste problematiche i ricercatori hanno osservato le cellule traditrici del sistema immunitario. In particolare sono state isolate le cellule traditrici di 200 pazienti affetti da tumori diversi e sono stati sequenziati i loro RNA. Abrigani e Pagani hanno spiegato che sono state rilevate circa 15 molecole diverse che “rappresentano la firma delle cellule corrotte”. Per cui gli studi adesso mirano a trovare anticorpi monoclonali più efficaci e che abbiano meno effetti collaterali. Abrignani ha poi rivelato che lo scorso maggio, durante un congresso, ha scoperto, assieme al suo team, che alcuni colleghi americani stavano lavorando sullo stesso argomento, raccogliendo gli stessi risultati. Per cui le due ricerche, oggi, sono state pubblicate entrambe su Immunity. L’esperto ha comunque precisato che il fatto di essere arrivati alle stesse conclusioni di uno dei più importanti centri di ricerca al mondo (il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York), rende la ricerca molto più solida.

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