La carne rossa fa male? Le risposte degli istituti di ricerca e dell’Airc


La carne rossa fa male? Le risposte degli istituti di ricerca e dell’Airc

Negli ultimi mesi sono molte le persone che si chiedono se la carne rossa può davvero far male alla salute. Per tale motivo, l’Airc e altri istituti hanno deciso di dare le dovute risposte su questo quesito ai consumatori. L’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro ha dichiarato che un consumo eccessivo di carne rosse, in particolar modo quella lavorata, aumenta il rischio di tumori. Scendendo nel dettaglio, è possibile sviluppare cancro al colon-retto, allo stomaco, alla prostata e al seno. A far male sarebbero gli amminoacidi, i quali potrebbero essere dannosi per la salute. Queste molecole riuscirebbero a modificare quelle già presenti, durante il processo di cottura.

CARNE ROSSA E TUMORI ULTIME NOTIZIE: I CONSIGLI SUL CONSUMO E SUI RISCHI CHE SI CORRONO

Nell’anno 2015 l’International Agency for Research on Cancer di Lione e altre agenzie hanno affermato che la carne rossa può risultare cancerogena. Anche una ricerca di Arash Etemadi del National Cancer Institute degli Stati Uniti ha dichiarato che consumare molta carne rossa può portare allo sviluppo di diverse malattie croniche molto diffuse. Stiamo parlando, ad esempio, dei tumori, degli ictus, del diabete, delle malattia cardiache e renali e delle infezioni. A portare questo rischio sarebbe il ferro contenuto nelle carni rosse.

A raccomandare il consumo di non più di 300 grammi a settimana di carne rossa è il World Cancer Research Fund. Tale associazione consiglia, invece, l’assunzione di molta frutta e verdura. Ma l’Harvard School of Medicine riduce ancora di più il limite del consumo di carni rosse.

In particolare, sarebbe raccomandato non consumare più di 80 grammi a settimana. Mentre lo IARC assicura che l’assunzione di massimo 500 grammi a settimana non porterebbe l’individuo a correre alcun pericolo per la salute.

METODI DI COTTURA DELLE CARNI ROSSE: TUTTI I CONSIGLI 

Sarebbero proprio le carni rosse lavorate ad aumentare il rischio di tumori. E’ necessario prestare attenzione alla quantità e alla frequenza del consumo di questo alimento. Le carni rosse lavorate andrebbero assunte raramente, a differenza della carne rossa non lavorata, che può essere consumata anche una o due volte a settimana. Sono, dunque, tutti d’accordo sul fatto che le persone che seguono una dieta ricca di carni rosse hanno un maggiore rischio di sviluppare varie patologie. Stiamo parlando, ad esempio, dell’infarto, del diabete, dell’obesità, del cancro e di problemi cardiovascolari. Il rischio di tumori aumenta soprattutto nell’apparato gastro-intestinale. E’stata, inoltre, effettuata una ricerca su 17mila persone, pubblicata poi sul British Journal of Cancer. Questo studio dimostra come i casi di tumori si manifestino maggiormente sulle persone che consumano carne più cotta o anche più grigliata. Dunque, in questo caso, sarebbe opportuno prestare più attenzione alla cottura, che potrebbe rivelarsi eccessiva. Inoltre, è consigliato eliminare le parti nere, che sarebbero composte maggiormente da ammine eterocicliche. Queste sostanze sono tossiche e cancerogene. Dunque, i consumatori dovrebbero preferire altre forme di cottura, come quelle al forno e al vapore. 

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