Bambini prodigio e bambini indaco: possiedono caratteristiche diverse

Chi sono i bambini indaco? Quanti di voi ne hanno sentito parlare? Questi bambini fecero la loro prima comparsa negli anni Ottanta, si tratta di bambini che possiedono delle facoltà soprannaturali, sono creature dotate di una forte curiosità, di una grande empatia e di una potente forza di volontà.

La definizione “indaco”, è stata introdotta da Nancy Ann Tappe, una scrittrice e terapeuta, in grado di vedere i “COLORI DELLA VITA”. Così, quando alcuni genitori, preoccupati per il comportamento dei loro figli, andarono da lei per chiederle aiuto, Nancy si accorse che il colore vitale di queste creature era l’indaco. E da qui nacque tale definizione.

Questi bambini particolari possiedono delle caratteristiche che, a volte, appaiono del tutto simili a quelle dei bambini “normali”. Lee Carroll e Jan Tober, due esoteristi e scrittori, hanno individuato alcune di queste caratteristiche:

“Vengono al mondo con un senso di regalità;

Pensano di “meritarsi di essere qui” e sono sorpresi quando gli altri non condividono questo loro punto di vista;

Non hanno problemi di autostima. Spesso essi dicono ai loro genitori “chi sono”;

Hanno difficoltà ad accettare  l’autorità (soprattutto quando è imposta ed immotivata);

Si rifiutano di fare alcune cose. Per esempio non amano aspettare in coda;

Si sentono frustrati dai metodi  tradizionali che non richiedano l’impiego della loro creatività;

Spesso, sia a casa sia a scuola, trovano la soluzione più logica per fare le cose, il che può farli apparire anticonformisti e ribelli;

Sembrano asociali a meno che non si trovino con i loro simili.  Se non ci sono bambini con la loro stessa consapevolezza, si sentono incompresi e  tendono a chiudersi in se stessi. L’ambiente scolastico  è spesso estremamente difficile per loro;

Non rispondono a discipline basate sul senso di colpa;

Non si sentono in imbarazzo a parlare delle loro necessità.”

Lo scopo dei bambini indaco è quello di far progredire l’umanità verso il Bene, sono giunti sulla Terra con l’obiettivo di migliorarla. Molto spesso sono bambini incompresi, esclusi, nonostante le loro molteplici capacità. Riescono addirittura a leggere nella nostra mente, a comprendere i nostri pensieri. Alcuni ritengono che ci sia uno stretto legame tra queste creature e gli alieni.

Anche il Corriere della Sera ha trattato questo tema, raccontando la storia di Ettore, un bambino che a soli tre anni è già in grado di leggere i quotidiani. Ettore vive con la sua famiglia a Perignano. Alcuni potrebbero obiettare, dicendo che si tratta semplicemente di un bambino “prodigio”, ma c’è una netta differenza tra le due definizioni. Un bambino “prodigio” è colui che ad un’età che si aggira tra i 10 e i 13 anni, ottiene risultati notevoli in una o più discipline, dopo averle opportunamente studiate. Un bambino “indaco” è colui che alla tenera età di 3-4 anni è in grado leggere perfettamente e di parlare esattamente come un adulto, senza aver appreso nulla, senza che nessuno gli abbia insegnato alcunché.

Non bisogna sottovalutare l’enorme potenziale di questi individui, al contrario bisogna apprendere da loro, comprenderli e non farli sentire in alcun modo diversi o “strani”. Sono venuti sulla Terra per aiutarci, dovremmo accettare il loro aiuto, specialmente in un’epoca come la nostra.

Nicole Cascione

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