Cancro al seno, nasce la prima bambina immune

E’ possibile far nascere bambine senza il gene del cancro alla mammella. La notizia arriva dalla Spagna, dove una donna si è rivolta al programma di fecondazione artificiale Puigvert-Sant Pau di Barcellona. Era infatti molto preoccupata, in quanto nella sua famiglia sono stati ben cinque i casi di tumore al seno intorno ai 30 anni. Dopo un esame accurato la Commissione Nazionale per la Riproduzione Assistita ha dato il via libera per la procedura.

Essa è avvenuta dopo aver effettuato tecniche di diagnosi genetica preimpianto per il cancro. E quindi, in seguito alla fecondazione di più uova, sono stati impiantati alla donna solo due tra gli embrioni fecondati, e cioè quelli senza il gene del tumore. Era la prima volta che la tecnica veniva sperimentata in Spagna. La bambina è nata tre mesi fa. Ma la piccola sarà veramente immune ai rischi di sviluppo della malattia?

E qual è questo gene di cui la neonata è priva? Si chiama BRCA1, che insieme al BRCA2 controlla le modalità attraverso le quali si verifica il ciclo cellulare prima della mitosi, processo con cui avviene la riproduzione di una cellula somatica. Se questi geni sono mutati, si perde il controllo del ciclo cellulare, e la cellula darà vita ad altre cellule figlie con mutazione del dna e la possibilità di neoplasie che possono essere benigne o maligne.

Ma la presenza del gene BRCA1 non significa necessariamente il futuro sviluppo di un cancro, e non si sa se la sua assenza renda immuni da ogni rischio.

E’ necessario riflettere sulla vicenda e chiedersi se sia giusto effettuare una “selezione” tra embrioni “immuni” al tumore o meno, decidendo così le sorti della specie umana. La scienza in questo modo sceglierebbe chi ha il diritto di venire al mondo e chi no sulla base di una semplice possibilità di sviluppo di un tumore e sull’incertezza di successo di una tecnica simile.

Assunta De Rosa

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