Tutte le bugie su Achille Lauro e il messaggio per i ragazzi di non sprecare il loro tempo (Foto)


Si è detto di tutto e davvero troppo su Achille Lauro ma lui continua a testa alta il suo percorso rispondendo solo attraverso un’intervista ma di Aldo Cazzullo per il Corriere (foto). Tante le bugie dette sul cantante che al festival di Sanremo 2020 ha messo in ombra lo spettacolo degli altri, perché che piaccia o meno lui lo spettacolo l’ha fatto davvero e anche al di là del brano presentato. Un’intervista lunghissima, sui social Achille Lauro commenta che è stato un vero onore. Tralasciamo il palco, Sanremo, la scena di svestizione, anche Bowie, gli altri personaggi, il suo essere davvero dalla parte delle donne e se sia etero o gay, passiamo alle bugie sulla vita privata, alla leggenda nera che circola su di lui, tutto inventato dalla gente che ha letto il suo primo libro, Sono io Amleto, e ha interpretato tutto alla lettera, ma la realtà è che quella è una biografia romanzata. Non gli è mancato nulla da bambino, nessuna infanzia difficile, suo padre professore universitario e avvocato, diventato consigliere della Corte di Cassazione per meriti insigni.

ACHILLE LAURO: “MIA MAMMA HA DEDICATO LA VITA AGLI ALTRI”

“Casa nostra era sempre piena di ragazzi presi in affido. Sono sempre stato abituato a condividere”. Poi c’è stata una crisi in famiglia e il cantante parla solo della madre, che per lui e il fratello c’è sempre stata.  Con Federico andò a vivere in una comune con altri venti ragazzi, lì ha iniziato a scrivere, incidere, disegnare, adesso anche a dipingere. Arriva la domanda sullo spaccio di droga e le rapine.

“Nelle periferie la droga esiste. Far finta che non esista è più sbagliato che parlarne. È una piaga sociale che non va nascosta: ne va dato un giudizio negativo. Non posso dire che queste cose non le ho mai viste; al contrario, le conosco, e cerco di aiutare le persone a non distruggere la loro vita. Vengono a intervistarmi e poi scrivono “Lauro spaccia”, al presente, “Lauro ruba”, al presente. Sono cresciuto in un ambiente difficile, in mezzo a persone problematiche. Ma Sanremo è il frutto di quindici anni di impegno. Se avessi buttato il tempo in queste sciocchezze non sarei qui”. 

C’è chi dice che non sa cantare ma il suo messaggio è chiarissimo: “Canto per dire ai ragazzi di non sprecare il loro tempo: prima capisci quello che vuoi fare, prima arrivi al successo. E il successo non è la fama; è la riuscita del proprio percorso”.

Ha suonato anche davanti a tre persone: “Ho pagato di tasca mia la sala del primo concerto, 300 euro per lo Zoobar di Roma. Per anni non ho dormito, per creare tutto questo. Proprio quando ero stanco, a un certo punto tutto si è messo a posto, sia la mia vita sia quella dei miei”. Aggiungiamolo che questo è un altro messaggio. 

Con i suoi primi soldi ha riscattato i gioielli della nonna che erano al monte dei pegni. Non è vero che è stato in galera ma ha conosciuto gli amici che definisce incasinati che entravano e uscivano, gli bastava per capire quello che non voleva diventare. “Il carcere non è il posto giusto per recuperare i ragazzi. Per loro facciamo molto di più io e quelli come me” e voi cosa fate?

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