Mattino 5, Al Bano e la crisi economica: “Non piango miseria per me”


Hanno fatto molto discutere alcune dichiarazioni rilasciate da Al Bano nelle ultime ore. Il cantante di Cellino San Marco ha parlato di come anche lui da imprenditore stia affrontando la crisi. Una crisi arrivata a causa del coronavirus che ha portato le attività a restare chiuse per mesi e che non permetterà di guadagnare anche nelle prossime settimane, nonostante le riaperture, a causa delle restrizioni. Al Bano ha commentato quello che sta succedendo dicendo che nell’ultimo periodo ci sono state solo uscite e poche entrate. Le sue parole, come spiega anche nella puntata di Mattino 5 in diretta il 28 maggio 2020, si riferivano a quello che è il suo lavoro da imprenditore, da uomo che dà lavoro anche ad altre persone. Se il turismo non si sblocca ci saranno solo perdite. Al Bano ha spiegato che non essendoci entrate, le sue attività potranno restare in vita al più per un altro anno e lo conferma anche nella telefonata fatta con il giornalista di Mattino 5 che ha cercato di capire qualcosa in più sulle sue dichiarazioni.

DA MATTINO 5 LE PAROLE DI AL BANO SULLA CRISI

Al telefono con il giornalista di Mattino 5 Al Bano spiega che il virus sta facendo danni inimmaginabili e incalcolabili. Cose che nessuno poteva pensare. “Io parlo anche come artista” ha detto Al Bano che ricorda che nessuno può lavorare in questo periodo complicato ( si riferisce chiaramente ai live e ai concerti che a quanto pare almeno fino a settembre, non potranno tenersi). Al Bano ha voluto anche precisare che per lui lavorano almeno una cinquantina di persone e quanto hai un albergo chiuso, un ristorante chiuso, una pizzeria chiusa, non si può fare molto. Ha anche aggiunto che l’azienda vinicola va benissimo e vuole precisare che le sue non erano lamentele a livello personale. “Sia chiaro che non sto piangendo miseria per me” ha detto il cantante.

Inoltre Al Bano non capisce come in Italia, la musica sia una sorta di Cenerentola, sottolinea come per gli altri settori ci siano sempre aiuti, o altro mentre per gli artisti, non ci sia mani nulla di tutto questo. “Per gli sport ci sono gli stati, per la prosa ci sono i grande teatri e per noi artisti e cantanti? Ci dobbiamo accontentare delle piazze” ha detto Al Bano.

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