Sigaretta elettronica e VIP: ecco quali sono i personaggi dello spettacolo che hanno detto Sì al vaping

Nel secolo scorso, il mondo del cinema è stato lo strumento mediatico principale che ha permesso alle sigarette tradizionali di spopolare tra il pubblico. Basti pensare ai numerosi western con Clint Eastwood e il sigaro sempre in bocca, ai film di James Bond fino al 2002 e tutta la trafila di pellicole americane cult, come ad esempio i lungometraggi di Tarantino.

Non solo, le sigarette presenziano anche in tantissimi cartoni animati per ragazzi e bambini, come il famoso Jigen, personaggio dell’amata serie Lupin III. Insomma, il cattivo esempio imperversa in tutto il filone cinematografico ma qualcosa, pian piano, sta cambiando.

Sia sul grande schermo che nell’ambiente VIP di Hollywood, hanno iniziato a comparire le prime sigarette elettroniche. Johnny Depp, in The Tourist, nella scena dell’incontro sul treno con la bellissima Angelina Jolie, svapa una piccola e-cigarette di vecchia generazione. Nel 2014, in Cymbeline, un dispositivo vaporizzante fa capolino in primo piano in una delle scene principali del film.

Insomma, il cambio di rotta esiste e lo possiamo notare anche dal numero di personaggi famosi che ha deciso di abbandonare il fumo di tabacco combusto per il vaping, opzione molto più salubre delle sigarette tradizionali.

Personaggi statunitensi famosi che svapano

L’ambiente hollywoodiano è stato il primo a finire nelle prime pagine delle riviste per la comparsa delle e-cigarette tra i divi del cinema e della televisione.

Lindsay Lohan è stata di recente paparazzata mentre acquistava una ricarica per sigaretta elettronica in un comunissimo svapo shop, Leonardo Di Caprio sbuffava vapore con gusto alla cerimonia degli Screen Actors Guild Award e durante una puntata del David Letterman Show, il presentatore è stato convinto da Katherine Heigl (la bionda “Izzie” di Grey’ Anatomy) a provare un vaporizzatore in diretta.

Altri volti famosi pizzicati con l’e-cig in bocca sono Cara Delevigne, intenta a fare qualche puff durante la partita di basket dei New York Knicks al Madison Square Garden, e Jack Nicholson, ormai svapatore da anni, che ha fatto diverse apparizioni pubbliche accompagnate dal suo fido hardware a vapore.

I vaper nel mondo del cinema americano sono tantissimi, tra cui anche Tom Hardy, Samuel L. Jackson, Katy Perry, John Cusack, Michelle Rodriguez, Benicio del Toro, Colin Farrel, Siena Miller, Norman Reedus di The Walking Dead, Bono Vox degli U2, la ricca ereditiera Paris Hilton, Kate Moss e molti altri.

Non solo USA però, perché anche nel vecchio Stivale sono tanti i volti noti che hanno scelto la strada del vaping.

VIP italiani che preferiscono la sigaretta elettronica

In Italia il fenomeno del vape è in forte ascesa, con circa 1 milione di fumatori che hanno buttato definitivamente il pacchetto e l’accendino grazie alle sigarette elettroniche. Questi dispositivi hanno infatti consentito a tantissime persone, in Italia e nel mondo (quasi 55 milioni), di abbandonare le sigarette classiche, come riportato nell’articolo de La Repubblica “Riabilitata la sigaretta elettronica. Aumenta chi smette di fumare”.

Tra queste persone, anche tantissimi personaggi famosi della televisione e del cinema, in primis Vasco Rossi, che ha dichiarato di aver ridotto drasticamente il fumo di tabacco per merito dei liquidi svapo.

Il principe Emanuele Filiberto di Savoia, dopo aver avuto un tumore al setto nasale, doveva assolutamente smettere di fumare e c’è riuscito grazie all’e-cig, dapprima diminuendo il consumo di sigarette tradizionali, per poi abbandonarle del tutto. Lo stesso ha fatto con la nicotina liquida all’interno dei suoi e-juice, da cui è riuscito gradualmente a liberarsi nell’arco dei mesi.

Morgan la porta spesso con sé anche ad X Factor, Lapo Elkann allo stadio e Roberto Benigni quando passeggia per la strada. Anche Andrea Camilleri, prima di lasciarci, ha messo da parte qualche sigaretta per lasciar spazio al vapore, ma i suoi polmoni purtroppo erano già gravemente compromessi dal fumo di tabacco.

Un personaggio che, oltre a svapare, è anche molto attivo sul fronte dell’informazione è Matteo Viviani, il simpaticissimo giornalista delle Iene, che ha sposato appieno la causa delle sigarette elettroniche ormai dal 2016. Oltre che essere socio ANPVU (Associazione Nazionale Per i Vapers Uniti) , Matteo partecipa ogni anno al Vapitaly, la fiera nazionale del vapore.

Questi e tantissimi altri sono i nomi famosi dei vaper italiani, che hanno deciso di migliorare il proprio stato di salute dicendo addio alle sigarette tradizionali.

La sigaretta elettronica è meglio della sigaretta combusta?

Per poter rispondere alla fatidica domanda riguardo la presunta nocività del vapore elettronico, è utile citare lo stesso Matteo Viviani, che in una diretta social di ANPVU ha dichiarato quanto segue:

“Sono un cittadino che crede nell’alternativa offerta dalla sigaretta elettronica. Paesi come l’Inghilterra caldeggiano l’utilizzo e il passaggio alle e-cigarette, mentre in Italia purtroppo siamo ancora molto, molto indietro.

La prima obiezione che viene rivolta è che non esistono studi a lungo termine sugli effetti del vapore sul corpo umano. D’accordo, è vero, non esistono ancora. Ma, banalmente, perché la sigaretta elettronica è in uso solo da qualche anno. Per forza di cose non ci sono studi scientifici che ne dimostrano l’incidenza sul corpo umano dopo 30 anni di utilizzo.

Non bisogna però dimenticare che stiamo parlando di qualcosa che va a sostituire un’altra cosa, su cui invece gli studi a lungo termine sono stati fatti e i cui risultati sono addirittura stampati sul pacchetto del prodotto. Ovvero, il fumo fa venire il cancro.

Se è vero che fumare sigarette dà dipendenza, se è vero che la dipendenza è sia nicotinica che psicologica, se è vero che le sostanze che si assumono sono immediatamente dannose, allora vorrei tanto sapere il motivo per cui non si va a prediligere una alternativa che di sostanza cancerogene dovute alla combustione non ne ha, ma è composta di due o tre sostanze, oltretutto spesso di origine vegetale.

Io non sono uno scienziato o un medico, sono però sono una persona che ama ragionare sulle cose: mi sembra di avere fatto un ragionamento logico. Quindi mi chiedo: dove è il problema?”.

Senza spingersi troppo sul tecnico dunque, il ragionamento della Iena non fa una piega, poiché si riferisce giustamente ad una riduzione del rischio di danno da fumo e non al fatto che svapare con le sigarette elettroniche equivalga ad una boccata di aria di montagna.

Perciò i dispositivi vaporizzanti sono da considerarsi un’alternativa migliore e meno nociva al tabacco combusto e non una proposta per chi non ha mai toccato una sigaretta in vita sua. Grazie al loro utilizzo su larga scala, infatti, si potrebbe ridurre drasticamente il numero di fumatori, sia nel grande schermo che all’interno delle nostre famiglie.

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