Benigni vince il Leone d’Oro e lo dedica a sua moglie: le parole d’amore più belle

Da ore ormai, sui social, non si parla d’altro. Roberto Benigni con la sua dolcissima dichiarazione d’amore per Nicoletta Braschi, sua moglie, ha davvero conquistato tutti ieri sera. Le ha dedicato il Leone d’oro vinto a Venezia ma ha forse fatto qualcosa di più. La sua infatti non era una “normale” dedica, un normale ringraziamento alla persona che condivide la vita al tuo fianco. C’era qualcosa di più profondo che è stato realmente colto da tutti. “Non posso dedicare il Leone alla carriera a Nicoletta: è suo” ha detto l’attore e regista nel suo discorso dopo la consegna del leone d’oro. Le parole di Benigni per sua moglie: “Il premio non posso dedicarlo alla persona che imparadisce la mia mente, come dice Dante, alla mia attrice prediletta Nicoletta Braschi, questo premio è suo per cui sarai tu a dedicarlo”.

E ancora: “Io mi prendo la coda, le ali sono le tue, talento, mistero, fascino e femminilità. Emani luce, amore a prima vista, anzi eterna vista” ha detto l’artista rivolgendosi alla moglie. “Abbiamo fatto tutto insieme per 40 anni, io conosco solo un modo per misurare il tempo, con o senza di te” queste le parole di Benigni per la sua Nicoletta Braschi.

Roberto Benigni ringrazia per il Leone d’oro vinto

“Si dice sempre l’emozione ma in vetta ci sono i sentimenti, e io provo amore e gratitudine che non so come replicare se non rimandare a voi. Io mi meritavo un gattino mentre un Leone d’oro qui a Venezia è il premio più luminoso che si possa immaginare in Italia e nel mondo. Quando mi hanno chiamato ho fatto salti e passi di danza, rumba, ero felice” ha detto sorridente Benigni. Il regista ha anche ringraziato il presidente della repubblica Mattarella per tutto quello che ha fatto per l’arte e la cultura in Italia e lo ha invitato anche a rimanere di più al suo “posto”.

Chi riceve un dono così grande ha un dovere, come dice Sant’Ambrogio, deve ringraziare e io voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno voluto bene, io vengo da una famiglia del nulla, una povertà aristocratica. Tanti mi hanno aiutato e li voglio ricordare, Giuseppe Bertolucci e Vincenzo Cerami e tutti i registi che mi hanno scelto: Ferrari, Zampa, Bertolucci, Citti, Arbore, Jarmusch, Edwards, Fellini, Allen, Garrone, grazie a tutti voi” ha detto Benigni.

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