Il film su Carla Fracci non entusiasma: troppo favola, poco racconto ?

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Ci si aspettava sicuramente un ascolto diverso da quello che il film su Carla Fracci ha incassato ieri sera, con una media di circa 3,5 milioni di spettatori e il 18% di share. Che cosa non ha funzionato nel film dedicato alla storia di Carla Fracci? Come ha spiegato Alessandra Mastronardi, il film doveva essere un inno alla vita, una dedica speciale per Carla che purtroppo però, mesi fa, è venuta a mancare. Ed è forse questo il cambio di prospettiva: ci si aspettava qualcosa in più dal racconto, qualcosa che non sapevamo, qualcosa che non avevamo visto o letto. Qualcosa che Carla Fracci non ci aveva mostrato del suo animo. Dalle sue preoccupazioni più profonde ai sacrifici per diventare una stella nel firmamento della danza. Difficile certamente raccontare in meno di due ore la storia di una donna immensa. Si poteva fare di più ? Probabilmente si. Non a caso, dal nostro modesto punto di vista, i momento più belli del film sono stati quelli in cui è emerso l’animo di Carla. La sua severità in primis verso se stessa, la voglia di non essere come le altre e di lottare per i diritti di una donna che vuole essere un danzatrice ma anche una moglie e una madre. Aspetti che tra l’altro Alessandra Mastronardi ha saputo cogliere molto bene e mettere in scena. E forse chissà, se oggi Carla fosse stata ancora viva, avremmo guardato il film con un punto di vista diverso. Quello che abbiamo visto su Rai 1 ieri, sembrava più un racconto fiabesco. La Carlina figlia di un tranviere che riesce grazie solo al suo straordinario talento a diventare la più grande. La favola di un amore, con il suo Beppe, pronto a seguire Carla in capo al mondo. La favola di amicizie speciali, con le amiche di sempre e con gli amici incontrati lungo la via. Una carriera da favola. Tutto fin troppo perfetto, senza sbavature. Ed è forse questo che non ha dato il guizzo giusto a un racconto che non è arrivato dritto al cuore.

Ascolti a parte, che non decretano mai la qualità di un prodotto, è mancato nella narrazione quel graffio, quella scelta di andare oltre, di mostrarci Carla Fracci con occhi diversi. O chissà magari era solo la nostra voglia di conoscere qualcosa che non avevamo mai visto della danzatrice, di capire che cosa provava prima di salire su un palco prestigioso, cosa provava quando le sue amiche la tradivano alle spalle, che cosa provava prima di prendere una decisione importante.

Il film su Carla Fracci non lascia il segno

Si è trattati sicuramente di un ottimo lavoro ma forse, per conoscere meglio la storia di Carla Fracci, potrebbero essere più utili le interviste durante le quali in tutti questi anni di lunga carriera la ballerina si è aperta e ha raccontato qualcosa. Ascoltare le parole di chi l’ha incontrata e incrociata, di chi ha condiviso tanto con lei. Purtroppo nel film poco ci si è stato dato di una donna che poteva essere raccontata sotto mille altre sfaccettature.

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