Traffico cocaina: arresti a Palermo, Napoli, Bari e Trapani


La polizia ha smantellato un traffico di cocaina internazionale. Lo stupefacente, chiamato in codice “cassetta di pesce”, partiva dalla Colombia e veniva importato in Italia attraverso la Spagna, destinato a rifornire le piazze di Palermo e Trapani. Le indagini, in cui è coinvolto anche Paolo Liga, reggente della famiglia mafiosa di Bagheria, hanno portato a dodici ordinanze di custodia cautelare che sono state eseguite tra Palermo, Napoli, Bari e Trapani.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip Luigi Petrucci, su richiesta dei pm Viola e Padova, coordinati da Maria Teresa Principato. L’inchiesta è partita dalle indagini su Giuseppe Lo Coco, detto “Giò Giò”, con precedenti per associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e al traffico di droga.

Le ricerche sono partite da alcune intercettazioni telefoniche che avevano come protagonista proprio Paolo Liga, e da questo fatto è stato svelato il giro internazionale di cocaina, proveniente dalla Colombia e che appunto da lì partiva, da un trafficante chiamato Paolo Lumia.

Le indagini, durate quasi due anni e supportate da intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno portato complessivamente a tre sequestri di cocaina: 2 chili a Porticello il 21 febbraio 2009, 3 chili a Palermo l’8 giugno 2009 e 6 chili a Bari il 12 giugno dello stesso anno.

Per evitare di essere incastrati, gli indagati sono sempre stati molto cauti, ma la distanza che li divideva (Palermo, Mazara del Vallo, Barcellona e Napoli) li ha costretti, loro malgrado, a usare il cellulare per restare in contatto. Dalle conversazioni è emerso così un linguaggio in codice, utilizzato proprio per comunicare i dettagli del traffico e gestire ordini, pagamenti, consegne e spostamenti.

Cristina Lucarelli


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