Caso Scazzi: comune di Avetrana parte civile al processo

Si è parlato tanto di Sarah Scazzi, e se ne continua a parlare troppo. Prima il giallo della scomparsa della 15enne, poi la cugina Sabrina, poi uno zio troppo confuso che desta i primi sospetti, fino a prendersi la responsabilità della morte della piccola e procedere al ritrovamento del corpo. Ancora, dopo qualche tempo, lo zio Michele trascina nel delitto anche sua figlia, la cugina-migliore amica di Sarah, Sabrina, dapprima dandole un ruolo marginale nella vicenda e dopo addossando su di lei tutte le colpe, per poi ritrattare tutto, per l’ennesima volta, a distanza di qualche mese.

Di Avetrana, un paesino del Salento fino a poco tempo fa sconosciuto ed anonimo ne parlano proprio tutti, ed insistentemente. Ma adesso il Comune non ci sta più, ne ha sentite fin troppe. Ha sopportato la spettacolarizzazione mediatica, le telecamere e i giornalisti 24 ore su 24 fuori dalla villetta di Misseri, ha sopportato anche il gossip, con Corona, e le querele di Cosima Misseri nei confronti del libro “La bambina di Avetrana”. Ma quando è troppo, è troppo.

Così il Comune di Avetrana ha contattato i propri legali per potersi costituire parte civile nel processo contro gli assassini di Sarah Scazzi. La decisione – a quanto si è saputo – sarà formalizzata a conclusione delle indagini preliminari. Per l’amministrazione comunale la vicenda ha danneggiato l’immagine del Comune.

Nelle prossime ore maggiori aggiornamenti.

Sara Moretti

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