Yara Gambirasio, le indagini diventano sempre più difficili


Proseguono le indagini sull’omicidio di Yara Gambirasio, si continua a cercare l’orco di Brembate, ma senza alcun risultato. Infatti, gli inquirenti hanno esaminato quasi 1.000 profili genetici, ma l’esito è sempre stato negativo. Sono stati esattamente 930 i prelievi di Dna, tra quelli catturati alla sprovvista, come da una tazzina di caffè o da un bicchiere d’acqua preso in un bar e quelli di chi invece, si è sottoposto coscientemente al prelievo. Ma in questi 930 non c’è traccia del mostro di Brembate Sopra che quel lontano 26 Novembre rapì e uccise la picola Yara. Dove si nasconde l’assassino? Sebbene non sia il caso di un delitto perfetto, in quanto, com’è noto, sono state trovate due tracce di Dna sugli indumenti della tredicenne, uno maschile e uno femminile, gli inquirenti sembrano ancora brancolare nel buio: non si trova nemmeno un parente, un dna, vicino all’assassino.

All’esame del Dna si sono sottoposti in moltissimi: tra i parenti, i vicini di casa, gli amici di Yara, i  genitori degli amici della piccola, il personale e gli  istruttori della palestra, i dipendenti delle aziende vicine al padre di Yara: niente. Si potrebbe dunque giungere ad una conclusione: l’assassino non era nel cerchio delle conoscenze di Yara. Tra i profili analizzati, inoltre, c’è anche quello di Fikri, che dall’esame del Dna è scagionato definitivamente. Ora, dopo i Dna, si passa al controllo delle utenze cellulari di quella maledetta sera del 26 Novembre, anche se gli inquirenti hanno fatto sapere che andranno avanti anche con i prelievi biologici.

Si cercherà di individuare il proprietario dell’utenza cellulare rintracciata e di interrogarlo. Sperando che si apra un fascio di luce in quest’oscura vicenda.

SM


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