Guterres tira le somme al rapporto sui rifugiati nel mondo

Ieri la giornata dei rifugiati e oggi, invece, si tirano le somme attraverso un rapporto dell’UNHCR. In tutto il mondo, le persone costrette a fuggire dai paesi d’origine sono 43,7 milioni, un numero mai raggiunto negli ultimi 15 anni che dovrebbe far riflettere e non poco. Soprattutto perché 4/5 di queste persone sono accolte da paesi in via di sviluppo, mentre i paesi industrializzati fomentano l’ostilità verso queste persone.

Il rapporto “Global Trends 2010” sottolinea che la maggior parte dei rifugiati si trovano in Siria, Pakistan e Iran.

Di queste 43,7 milioni di persone, 15,4 milioni sono rifugiati, 27,5 milioni sono sfollati interni a causa di conflitti e 850 mila, invece, sono quelli che richiedono asilo politico.

Il rapporto sottolinea anche che 15.500 richieste di asilo, vengono effettuate da minori non accompagnati o separati, in grande maggioranza somali e afgani.

Ma il rapporto non prende in esame i primi sei mesi del 2011, con gli spostamenti forzati di Libia, Siria e Costa d’Avorio, che stanno modificando la direzione degli spostamenti.

L’alto commissario dell’Onu, Antonio Guterres, ha affermato, attraverso una conferenza stampa, che la maggior parte dei rifugiati libici, si è fermata in Tunisia ed Egitto, solo il 2% ha raggiunto l’Europa.

Guterres ha sottolineato la grande umanità dimostrata da nazioni quali Egitto e Tunisia, che hanno mantenuto le frontiere aperte per accogliere i rifugiati, anche se il loro paese versa in una fase di transizione politica molto delicata. Una vera prova di accoglienza che si scontra contro il tentativo, sempre più deciso, dei paesi industrializzati, che non hanno alcuna intenzione di ospitare rifugiati, e che hanno chiuso loro le frontiere.

Il rapporto parla anche dell’Italia, il cui appoggio ai rifugiati, resta contenuto. In nazioni come Danimarca, Inghilterra e Svezia, il rapporto è tra i tre e i nove ogni mille abitanti, in Italia, invece è solo meno di uno ogni mille abitanti, quindi il numero risulta contenuto e inferiore alla media europea, nonostante l’emergenza dichiarata dal nostro paese. Un altro momento per poter mettere in atto la nostra famosa ospitalità, soprattutto verso le persone bisognose di aiuto.

Teresa Corrado

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