La rivoluzione dei forconi si sposta in Calabria, un ferito ad Enna

La rivoluzione dei Forconi, iniziata due giorni fa in Sicilia come protesta contro le accise del governo Monti e oscurata da quasi tutti i media tradizionali e dai tg, si sta spostando in Calabria. Attualmente, moltissimi camion, forse un centinaio, sono fermi nei piazzali degli imbarcadieri di Villa San Giovanni, proprio a causa della protesta dei camionisti, in atti in Sicilia. Infatti, una volta traghettati, rischiano di essere bloccati in uno dei presidi che gli abitanti stanno effettuando sull’isola e quindi devono attendere gli sviluppi della situazione in Calabria. Per il momento, la polizia stradale non ha segnalato disagi per gli imbarchi sui traghetti di veicoli e pullman. Ecco le ultime notizie.È stato registrato un ferito: un camion della società Acqua Enna, che tentava di forzare il blocco dei camionisti che hanno aderito allo sciopero in corso in Sicilia, è salito con la ruota sul piede di uno dei manifestanti. L’incidente è avvenuto stamani sulla A19 Palermo-Catania, nei pressi di Catenanuova. L’uomo, che avrebbe riportato una frattura, è ricoverato all’ospedale di Enna. Inoltre, ieri, c’è stato un picco di tensione a Gela, dove i blocchi hanno impedito per diverse ore agli operai di rientrare in raffineria per lavorare, e ad Agrigento, dove moltissimi tratori in corteo hanno invaso il centro della città. Ma, come sappiamo, la rivoluzione coinvolge tutta la Sicilia: da Siracusa a Palermo da Messina a Catania i supermarket sono semivuoti, manca l’acqua minerale e negli scaffali gran parte dei prodotti sono esauriti. Molti distributori di carburante sono ormai chiusi e nei pochi rimasti aperti le code sono lunghissime. A Priolo, i bar hanno abbassato le saracinesche, a Siracusa la Prefettura ha disposto la scorta delle autobotti per il rifornimento della ambulanze, delle auto delle forze dell’ordine e dei mezzi dell’aeroporto Fontanarossa. È questa la Sicilia del Movimento dei Forconi, quella Sicilia che vuole solo farsi sentire in tutta Italia ma che, per ora, ha guadagnato solo l’oscuramento dei media tradizionali e dei tg.

 

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