Disoccupato si suicida, poi arriva la beffa del destino

Salvatore Bua era disperato, da sei mesi non aveva più un lavoro fisso e la difficoltà di trovare una occupazione anche saltuaria era sempre più angosciante. Aveva 53 anni e un mestiere da manovale con il quale aveva portato da sempre avanti con sacrificio la sua famiglia, ma non è riuscito a superare lo sconforto e si è suicidato lasciando nelle disperazione la moglie e i tre figli.

Salvatore si è ucciso nella sua casa in via Ercole Marelli a Gravina di Catania, l’ha fatto di notte, quando i pensieri diventano così rumorosi e la paura di non farcela sembra soffocare il respiro. Ha cercato e trovato la morte quando si è alzato dal letto è andato in bagno e si è impiccato con un filo elettrico. Quando la moglie si è accorta che non era nel letto si è alzata per cercarlo e ha scoperto il suo corpo ormai senza vita. La donna ha raccontato tutto il dramma ai carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania intervenuti sul posto, svelando poi anche i motivi del suicidio.

Ma a tanto dolore si è aggiunta la beffa del destino, una telefonata a cui ha risposto la moglie di Bua, una offerta di lavoro arrivata troppo tardi. Al telefono c’era il responsabile di un cantiere edile che proponeva un lavoro all’uomo a cui in quel momento parenti e amici davano l’ultimo saluto nel via vai di condoglianze.

Se quella telefonata fosse arrivata un giorno prima, se Salvatore avesse tirato fuori il suo dolore rassegnandosi ad una crisi che ha già distrutto tante famiglie…

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