Giornata della famiglia, Papa Francesco alle prese con un bimbo molto vivace

Nella Giornata della famiglia di ieri, Papa Francesco ha dovuto tenere a bada un bimbo più estroverso e vivace di lui. Oltre 100 mila pellegrini hanno ascoltato con passione le sue parole e tra loro c’era anche un bambino impertinente. Il piccolo è salito sul palco del Pontefice e, disinvolto, inizia a ridere, scherzare e fare versi. Come se non bastasse, mentre Papa Francesco è in piedi di fronte il microfono, il bimbo si siede sulla sua sedia. Bergoglio ha reagito come sempre con simpatia, lasciando fare il bambino per poi donargli un sincero abbraccio alla fine dell’omelia. Insomma, un bambino giocoso che non si è fatto intimorire dalla sicurezza e forse incoraggiato proprio dalla genuinità con il quale Bergoglio si confronta con i fedeli. Dunque, un episodio bizzarro che ha visto Papa Francesco alle prese con un bimbo molto vivace, per la gioia dei fotografi presenti alla Giornata della famiglia. Nell’orazione, Papa Francesco ha sottolineato l’importanza della famiglia: quella tradizionale formata da uomo e donna. La loro relazione è fondata sulla preghiera e sul rendere grazia a Dio quotidianamente. Per esemplificare ciò, ha parlato della parabola del fariseo. Il fariseo incarna un atteggiamento che rende grazie a Dio per i suoi benefici e la sua misericordia, anzi si crogiola nella soddisfazione di sé. Il pubblicano, al contrario, non è umile. Oltre l’importanza della preghiera, il Pontefice ha messo in luce l’importanza dei nonni e della semplicità. Quindi il distacco dalle cose materiali che ha sempre professato. Infine, armonia e amore paziente, oltre una solidarietà che non contempli l’individualismo sono i dogmi su cui dovrebbe fondarsi ogni famiglia. Tutte parole condivisibili quelle espresse da Papa Francesco nella Giornata della famiglia, ma forse sarebbe bene fargli notare che la Chiesa è rimasta sulle sue posizioni su molti argomenti, mentre la secolarizzazione è proseguita rapidamente. A tal proposito è bene sottolineare come anche le sue parole evidenzino la bontà della famiglia tradizionale, mentre l’Istat, nei suoi censimenti annuali, è di tutt’altro (e ben più aperto) avviso. “Insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso comune”, questa la definizione di famiglia  data dall’istituto di Statistica.

 

 

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