Terni, chef disoccupato spaccia droga tagliata con zucchero a velo

La crisi economica sta colpendo un po’ tutti gli italiani. E, così, le persone cercano di arrangiarsi come possono pur di sbarcare il lunario. Uno chef di Terni, ad esempio, aveva deciso di spacciare stupefacenti pur di recuperare i soldi necessari a campare.

Il protagonista di questa triste vicenda è uno chef di 47 anni originario della provincia di Terni, che da tempo era disoccupato. La Sezione Antidroga della Squadra Mobile aveva già provveduto al suo arresto lo scorso maggio con l’accusa di presunta detenzione di stupefacenti con lo scopo di spacciare. A causa di questo reato era stato poi arrestato.

Giovedì, tuttavia, lo chef spacciatore era tornato in viale Trieste, una delle zone che vengono pattugliate con maggiore attenzione dalle forze dell’ordine di Terni. I militari, quindi, hanno provveduto immediatamente a fermarlo e a controllare l’auto sulla quale circolava ad andatura lenta e fare molto sospetto.

Le forze dell’ordine, dopo aver perquisito la vettura, sarebbero riusciti a trovare in una fessura molto piccola posta dietro il rivestimento del tettino, ben due sacchettini al cui interno era presente mezzo grammo di eroina. Nelle tasche della giacca dell’uomo, inoltre, sono stati trovati ben 325 euro in contanti.

I militari, quindi, hanno perquisito anche la casa dello chef spacciatore e, all’interno della camera da letto, hanno trovato altri due involucri che contenevano 10 grammi di eroina, 10 grammi di sostanze che vengono utilizzate per tagliare la droga e un bilancino di precisione.

Uno degli agenti impegnati durante la perquisizione avrebbe detto che la droga veniva tagliata con lo zucchero a velo: in questo modo non utilizzava né farmaci né sostanze chimiche per paura che provocassero delle overdose. Ma non sembra essere stata questa accortezza a non avergli evitato l’arresto.

Nella giornata di venerdì il giudice monocratico M. Zanetti ha provveduto a sottoporlo al rito per direttissima; il tribunale ha poi deciso di rinviare l’udienza al 7 marzo disponendo la misura cautelare con obbligo di firma.

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