Strage Utoya, Breivik: Non mi danno la Playstation 3, è una tortura

Anders Behring Breivik, il 35enne norvegese di estrema destra autore del massacro di 77 persone nell’isola di Utoya, continua a far parlare di sé. L’uomo ha minacciato lo sciopero della fame perché ritiene di vivere in un regime carcerario vicino alla tortura: a Breivik non va giù il fatto di poter giocare con la Playstation 2 e non con la versione più nuova.
Mentre in Italia si discute di svuota-carceri a causa delle condizioni ai limiti della sopportazione in cui vivono i nostri detenuti, nella civile Norvegia c’è chi si lamenta di non poter giocare alla Playstation 3. Questi è Anders Behring Breivik, il responsabile della terribile strage di Utoya. L’uomo ha addirittura dichiarato di essere pronto a fare lo sciopero della fame per protestare contro quello che ritiene un trattamento da tortura.
L’estremista di destra norvegese ha presentato dodici richieste alle autorità carcerarie, tra cui anche un adeguamento del salario che riceve in qualità di detenuto. Breivik ha poi richiesto di poter passeggiare con più liberta e che le sue comunicazioni con l’esterno possano svolgersi con maggior rapidità e senza controlli ossessivi che rallentano la sua corrispondenza. L’uomo, che vive in isolamento dal 2011, non è nuovo a esternazioni di questo tipo. Peraltro, nel suo caso, pur essendosi macchiato di un reato terribile, non è previsto l’ergastolo in quanto le leggi norvegesi non lo contemplano.
Breivik, che sulla coscienza ha la morte di 77 persone e che non si è mai detto pentito di quanto commesso, ritiene di essere un bravo detenuto e di poter quindi avere diritto a videogame che non siano buoni per bambini di tre anni.

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