Lecco, sacerdote si confida su Facebook: “Sono gay”

Si chiama Don Mario Bonfanti e ha fatto un gesto molto coraggioso per un prete: è uscito allo scoperto scrivendo sulla sua pagina Facebook il proprio orientamento sessuale. Il prete è gay, e non ha paura a farlo sapere a tutti, convinto della sua scelta. Così lo ha scritto su Facebook, ma inevitabilmente sono scoppiate mille polemiche attorno al coming out del sacerdote. Don Mario è uscito allo scoperto usando il social network di Mark Zuckerberg, scrivendo: “Sono gay. Anzi, sono un prete felicemente gay – ha scritto – Gesù diceva: la verità vi rende liberi”. Il sacerdote è stato inoltre, sempre favorevole alle unioni tra le persone dello stesso sesso. Un’ideale e una convinzione che non piacciono alla chiesa, al punto che già diverso tempo fa Don Mario Bonfanti era stato allontanato da una parrocchia della Brianza.Nel messaggio su Facebook, il sacerdote ha concluso: “Spero che in molti, ragazzi e ragazze, gay e lesbiche nascosti, oggi abbiano il coraggio di prendere in mano la propria verità e dichiararla pubblicamente. E, perché no? Anche gay-lesbiche cattolici”, ha concluso Don Mario Bonfanti. Come dicevamo prima, questo messaggio su Facebook ha alzato innumerevoli polemiche, e anche noi vogliamo dire la nostra. Don Mario è stato un uomo davvero coraggioso: poteva continuare facendo finta di nulla, svolgendo le funzioni religiose e rimanendo in silenzio. Invece non l’ha fatto. Ha deciso di uscire allo scoperto, andando contro la Chiesa, per cui l’unione sacra e il matrimonio è solo per l’uomo e la donna. Ma perché, poi? C’è forse un velo di ipocrisia da parte della Chiesa nel condannare gli omosessuali e far passare quasi inosservati gli innumerevoli casi di pedofilia tra preti e bambini? Probabilmente sì, ed è un’ipocrisia ingiustificabile. Quando due persone si amano è giusto che lo facciano alla luce del sole, indipendentemente dalla loro religione. Anche Nichi Vendola, governatore della Puglia, si è sempre dichiarato gay e cattolico. Cosa c’è di strano? Siamo nel 2012, e ci risulta davvero difficile vedere le stranezze che nota la Chiesa.

 

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