Macabra scoperta sulla spiaggia a San Rossore: trovato un teschio umano

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Grande mistero nella spiaggia del Gombo a San Rossore, a Pisa, dove è stato trovato un teschio. Stando alle ultime notizie, un uomo ha segnalato ai carabinieri forestali la presenza di resti umani sulla spiaggia. Lo scorso mese di luglio era stato anche trovato un piede con indosso un calzino vicino alla base militare. Pertanto, il mistero si infittisce sempre di più. Una macabra scoperta quella fatta dal passante, che ha voluto resta anonimo. Il reperto è stato poi recuperato dai militari e portato all’istituto di medicina legale di Pisa.

MISTERO A PISA, SULLA SPIAGGIA DI SAN ROSSORE ULTIME NOTIZIE: PRIMA VIENE TROVATO UN PIEDE E ORA UN TESCHIO, MA I DUE RESTI NON APPARTERREBBERO ALLA STESSA PERSONA

Sulla spiaggia del Gombo a San Rossore a Pisa, è stato trovato un teschio, con attaccate alcune vertebre. A segnalare la presenza del resto umano è stato un passante, che ha preferito restare anonimo. I carabinieri hanno poi raggiunto il posto e hanno subito recuperato il reperto, il quale è stato portato all’istituto di medicina legale di Pisa. Entrando nel dettaglio, sappiamo che si tratta della parte posteriore di una calotta cranica con almeno cinque vertebre. Il mistero si infittisce se pensiamo che lo scorso 31 luglio nello stesso luogo, nei pressi di una base militare, era stato trovato un piede umano con indosso un calzino. Stando ai risultati delle analisi, i due resti non apparterrebbero alla stessa persona, anche per questioni temporali. Infatti, l’arto pare sia stato per qualche settimana in acqua, mentre per il teschio si stimerebbero alcuni mesi. Stiamo parlando sicuramente di due macabri ritrovamenti a Pisa. I carabinieri stanno tentando di risolvere questo mistero che lega due resti umani, che però pare non appartenessero allo stesso individuo.

L’uomo che ha trovato il teschio stava passeggiando sulla battigia, quando ha riconosciuto tra i rovi portati dalle mareggiate il resto umano. Non si tratta, però, della calotta intera, ma solo della parte posteriore con il tratto cervicale provvisto anche di vertebre. Il reperto, in attesa di disposizioni da parte della Procura, verrà conservato nelle stanze di via Roma. Estratto il Dna, sarà possibile fare una comparazione con i campioni dei parenti di persone scomparse. In questo modo, le forze dell’ordine potrebbero arrivare a una possibile attribuzione.

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