Fontana fa il punto: in Lombardia situazione preoccupante, oltre 2500 nuovi contagi


Più volte in questi giorni abbiamo sentito parlare di numeri in calo, dati che dovrebbero confortarci, dopo ormai venti giorni di quarantena. Ma purtroppo il numero dei positivi cambia in base anche al numero dei tamponi che quotidianamente viene fatto, un dato che, non deve essere trascurato. Oggi a dirsi preoccupato è il governatore della regione Lombardia Fontana. Se ieri infatti sembrava che il numero di persone contagiate in regione, stesse scendendo, oggi arrivano invece dei numeri che destano preoccupazione. Prima ancora del bollettino delle 18, che ci darà i numeri nazionali di quella che l’emergenza coronavirus nel nostro paese, nel punto stampa di oggi, Fontana ha parlato di quella che è la situazione giornaliera della regione.

Purtroppo siamo sui 2.500 casi in più oggi di coronavirus in Lombardia” ha detto Fontana pochi minuti fa nella conferenza streaming dalla regione. Ieri i casi di contagio avevano avuto un incremento di circa 1600. Ed è chiaro che se i numeri aumentano in Lombardia ( in questo caso si parla anche di 1000 unità in più) aumentano anche in tutta Italia, facendo impennare nuovamente la curva. La questione di come leggere i numeri in questi giorni non è semplice ma potrebbe essere ben più chiara se si dicesse anche, quanti tamponi vengono fatti giornalmente in modo esplicito. Sul bollettino che la protezione civile fornisce alle 18, il numero totale viene comunicato, per cui basta fare le differenze giornaliere per capire quella che è la situazione attuale. Si potrebbe però facilitare la comprensione di tutti, mettendo anche questo numerino al fianco degli altri dati.

QUI I NUMERI DI IERI

QUESTIONE TAMPONI IN LOMBARDIA: LA RISPOSTA DI FONTANA

A proposito di tamponi in questi giorni sono montate diverse polemiche relative al fatto che forse in regione se ne facciano di meno o che non vengano fatti a chi realmente ne avrebbe bisogno. Fontana ha invitato tutti a non fare polemiche in un momento così complicato.

Ha spiegato: “se ci arriveranno nuove indicazioni ne prenderemo atto e come sempre ci adegueremo” . E ancora: “Mi auguro che su questo argomento non ci siano ulteriori fraintendimenti perché rischiano di essere fuorvianti per i cittadini: parli – è il suo invito – solo l’istituto superiore di Sanità, parli solo l’organismo tecnico del ministero e dica cosa si deve e non si deve fare“.

E per concludere: “Non sono scelte che competono a me, ai sindaci, ai sottosegretari di turno che amano fare polemica“.

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