A Salerno prova a uccidere suo figlio di 7 anni: tenta di strangolarlo, poi li accoltella

E’ una storia che lascia senza parole quella che arriva da Salerno dove un padre, nella giornata del 20 giugno 2020, ha cercato di uccidere suo figlio, un bambino dei sette anni. La mamma del piccolo avrebbe cercato di proteggere il bambino e sarebbe rimasta ferita anche lei nel corso della colluttazione. Secondo la prima ricostruzione, l’uomo avrebbe prima tentato di strangolare il bambino e non riuscendoci, avrebbe poi provato a ferirlo con delle forbici.

Il fatto è accaduto in tarda mattinata, il 20 giugno 2020, in una abitazione al confine tra Salerno e Pontecagnano Faiano, nei pressi della tangenziale cittadina. Il piccolo è stato portato in ospedale ma per fortuna non è in pericolo di vita.  La mamma e il bambino restano quindi in ospedale mentre per l’uomo, sono scattati gli arresti da parte dei carabinieri della compagnia di Salerno, agli ordini del maggiore Adriano Fabio Castellari, ed è stato tradotto nel carcere di Fuorni. L’accusa formulata dalla Procura della Repubblica è di tentato omicidio e nelle prossime ore il 43enne sarà ascoltato dal magistrato titolare dell’inchiesta. I Carabinieri procedono invece con le loro indagini.

SALERNO TENTA DI UCCIDERE SUO FIGLIO: IL BAMBINO HA SETTE ANNI

I media campani descrivono la famiglia come una famiglia umile; l’uomo e sua moglie vivono facendo dei lavori precari. Non è ancora chiaro che cosa sia successo in quella casa per arrivare al tentato omicidio di un bambino di sette anni. Pare sia stato un raptus. Ferita anche la mamma del bambino che, secondo le prime indiscrezioni che trapelano dalle indagini, avrebbe cercato di difendere il piccolo facendo scudo con il suo corpo.

Ad allertare le forze dell’ordine e i sanitari del 118 alcuni vicini che si erano insospettiti delle urla che provenivano dall’abitazione confinante. Il bimbo è stato trasportato immediatamente al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” dove si trova ricoverato nel reparto di chirurgia pediatrica. 

Secondo le prime testimonianze raccolte dalle forze dell’ordine, non era la prima volta che in casa si litigava. I vicini infatti avrebbero raccontato che durante la quarantena, in più di una occasione, avrebbero sentito l’uomo urlare in modo violento.

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