Per l’omicidio di Marco Vannini il Pm chiede 14 anni per tutti i Ciontoli

E’ una storia che ha lasciato il segno, è un volto quello di Marco Vannini, che nessuno riesce a dimenticare. E’ la storia di un ragazzo di 20 anni con tutta la vita davanti che muore, in elicottero, prima di poter arrivare in ospedale. E’ una storia piena di non detti, bugie, ritardi, depistaggi che vede due famiglie contrapporsi. Quella di Marco Vannini distrutta per la perdita di un ragazzo così giovane che vuole anche dimostrare come il ragazzo si sarebbe potuto salvare, se solo si fosse chiesto subito aiuto, e quella dei Ciontoli che esce distrutta da una vicenda processuale ma soprattutto umana.

Saranno i giudici, in questo nuovo processo a stabilire le responsabilità di ognuno, a dire chi e quanto dovrà pagare. Ma per il Pm non ci sono dubbi: a sbagliare non è stato Antonio Ciontoli quella maledetta notte di maggio. A sbagliare sono stati tutti i componenti della famiglia Vannini ed è per questo che vengono chiesti 14 anni di pena, per tutti, non solo per il capo famiglia reo di aver sparato il corpo mortale a Marco.

Nel procedimento di appello bis è imputata l’intera famiglia Ciontoli, dopo che la Cassazione ha disposto un nuovo processo di secondo grado per il riconoscimento dell’omicidio volontario con dolo eventuale .

OMICIDIO MARCO VANNINI: IL PM CHIEDE 14 ANNI PER TUTTA LA FAMIGLIA CIONTOLI

Le ultime notizie arrivano proprio da Roma, dove è in corso il nuovo processo. Il sostituto procuratore generale presso la corte d’appello di Roma Vincenzo Saveriano ha chiesto 14 anni di reclusione per Antonio Ciontoli, la moglie Maria Pezzillo e i due figli Martina e Federico per concorso in omicidio volontario con dolo eventuale in relazione alla morte del 20enne Marco Vannini, avvenuta tra il 17 e il 18 maggio del 2015 a Ladispoli.

Per i genitori di Marco, a sbagliare, non è stato solo Antonio Ciontoli quella sera, ma tutti i presenti. Perchè dopo lo sparo, se anche lo si vuole considerare un tragico incidente, sarebbe bastato avvertire i soccorsi, non sprecare quasi due ore di tempo. Minuti preziosi, durante i quali, Marco si sarebbe potuto salvare, di questo sono convinti i periti della famiglia Vannini.

E anche per l’accusa, le colpe non sono solo del Ciontoli. In subordine, il rappresentante della pubblica accusa ha chiesto di ritenere solamente i familiari del principale imputato, che feri’ a morte Vannini con un colpo d’arma da fuoco, responsabili di concorso anomalo (ai sensi dell’articolo 116 del codice penale) e di condannarli alla pena di 9 anni e 4 mesi di reclusione.

La famiglia Vannini vuole verità e giustizia e per questo si batte ormai da 5 anni; dopo la prima parziale vittoria, per i Vannini, con il processo di primo grado alla fine del quale Ciontoli era stato condannato dal Tribunale di Civitavecchia a 14 anni di reclusione e gli altri imputati a tre anni è arrivata una grande delusione per mamma Marina e papà Valerio: in appello, infatti, Ciontoli si era visto ridurre la pena a 5 anni di reclusione in quanto il reato da lui commesso era diventato l’omicidio colposo. La sentenza era stata poi annullata dalla Corte di Cassazione che, accogliendo i ricorsi della Procura generale e delle parti civili, ha disposto il nuovo processo che si sta tenendo davanti a un’altra sezione della Corte d’Assise d’Appello di Roma.

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