Il colore dell’Italia a Natale è l’arancione: la nuova ipotesi per le feste

Pare si deciderà oggi. Eppure ci sembrava che il Governo avesse già deciso il 3 dicembre, quando il Premier Giuseppe Conte, parlava dei sacrifici, del Natale che ci aspettava e del fatto che l’Italia sarebbe diventata presto una grande zona gialla. E poi, che cosa è successo, che cosa è cambiato dai primi di dicembre a oggi? Molte regioni come aveva auspicato il premier sono tornate a essere gialle, i negozi hanno riaperto, i ristoranti anche. E gli italiani si sono riversati nelle piazze, nelle strade per gli acquisti di Natale ma non solo. In cerca di normalità si sono dimenticate tutte le regole del distanziamento sociale, molte mascherine coprivano il mento invece che la bocca e il naso. Tutto come ad agosto, questa volta con cappelli e sciarpe e con un altro grande problema: il Natale. Natale che significa pranzi in famiglia, studenti che tornano, lavoratori che si muovono, persone che hanno voglia di casa. Tutto tra l’altro concesso, perchè come fanno notare molti, se si promuove il cashback di Natale e i soldi vanno spesi non on line ma nei negozi fisici, allora le file nelle grandi città te le devi anche immaginare. Il Governo però trema all’idea che gennaio possa essere il mese più tragico, che ancora prima di uscire dalla seconda ondata ne possa iniziare una terza, con il clou a marzo. Ed è per questo che si lavora, si lavora a nuove regole. Forse anche seguendo il modello della Germania che farà un lockdown duro nelle feste di Natale ( anche se i fondi che saranno stanziati per chi ha una attività saranno ben diversi da quelli che arrivano, che sono arrivati e che arriveranno per l’Italia).

Detto questo, pare che le decisioni ci saranno e che saranno prese nelle prossime ore. Non basta infatti la scelta di chiudere i comuni per il 25 e il 26 dicembre. Si pensa infatti a una Italia a colori. Non più zona rossa a quanto pare, rosso come le feste di Natale, ma arancione. Questo il colore che il Governo sceglie per il nostro Natale.

Ma che cosa cambia con questa ipotesi, sempre che poi le cose vadano in questo modo?

PER NATALE L’ITALIA PASSA IN ZONA ARANCIONE? LE IPOTESI

Cosa potrebbe succedere se l’Italia fosse tutta una grande zona arancione?

-Gli spostamenti vengono consentiti, in area arancione, dalle 5 alle 22 solamente nel proprio comune, senza necessità di autocertificazione. Dopo le 22, invece, saranno consentiti solo gli spostamenti per motivi di lavoro, necessità o salute.

Sono sempre vietati gli spostamenti al di fuori del proprio comune, salvo le stesse motivazioni o per usufruire di servizi non disponibili nel proprio territorio (per esempio andare all’ufficio postale o anche in un supermercato più conveniente).

-È sempre consentito il rientro al domicilio, abitazione o residenza. Viene inoltre raccomandato di non ricevere persone in casa diverse dai propri conviventi.

-Si può, invece, andare da amici e parenti non autosufficienti per assisterli.

-Vengono consentiti anche gli spostamenti per raggiungere un figlio minorenne, anche se vive in un comune diverso dal proprio. Una regola pensata chiaramente per i genitori separati.

-Ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie saranno aperti solamente per il servizio d’asporto dalle 5 alle 22 e per le consegne a domicilio, senza limiti di orario. In questo caso quindi si impedirebbe anche la possibilità di pranzi nei giorni di festa, cosa che attualmente si potrebbe fare in zona gialla.

-Restano aperti i negozi ma non i centri commerciali ( fatta eccezione per supermercati, farmacie e servizi necessari)

-Sono consentite le funzioni religiose: si può quindi partecipare alle messe nel rispetto dei protocolli vigenti.

Al momento, lo ribadiamo, queste sono solo ipotesi ma potrebbero essere confermate nelle prossime ore. Non si sa neppure quando e come potrebbero entrare in vigore, se varranno solo per i giorni di festa veri e proprio oppure no. Resteremo in attesa.

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