Piera Napoli uccisa da suo marito mentre in casa c’erano i bambini: la confessione

Aveva chiesto aiuto Piera Napoli alle forze dell’ordine ma ancora una volta purtroppo, dobbiamo raccontare la storia di una mamma, di una donna, uccisa dall’uomo che avrebbe dovuto amarla e proteggerla. Ha confessato ieri, dopo aver fatto ritrovare il cadavere di sua moglie in casa, il marito di Piera. Ha detto di averla uccisa mentre in casa c’erano anche i bambini che, a suo dire, non si sarebbero però accorti di nulla.

 Salvatore Baglione, 37 anni, dipendente di una macelleria ha confessato l’omicidio di sua moglie, poche ore dopo i fatti. L’uomo, davanti al sostituto procuratore Federica Paiola, ha detto: “Da quattro mesi c’erano discussioni”. Ha parlato di “raptus e di gelosia”, tesi che la procura si appresta a contestare con l’aggravante della premeditazione.

La famiglia di Piera vive nel dolore, con la consapevolezza che questa morte, si sarebbe potuta evitare. E’ il padre di Piera a spiegare che cosa stava succedendo nell’ultimo difficile periodo della vita di questa coppia: “Povera figlia mia, aveva concesso a quell’uomo di restare a casa per amore dei figli. Ma di fatto erano ormai separati da mesi. Però lui continuava a ossessionarla, la controllava sempre“. Carlo Napoli, spiega che Piera non andava via solo per amore dei suoi figli. Ma purtroppo ha pagato caro questa sua scelta.

Omicidio Piera Napoli: la confessione di suo marito

Ieri, mi aveva detto di non amarmi più – ha messo a verbale ieri pomeriggio, in una caserma dei carabinieri il marito di Piera – l’ho raggiunta in bagno accoltellandola. Erano le 9,30, ho coperto il cadavere perchè non volevo vederlo. E perchè non lo vedessero i miei figli, che stavano dormendo. Mi sono sciacquato e cambiato. Ho accompagnato i bambini dalla nonna“. In un primo momento si pensava che l’uomo avesse portato i figli prima dai nonni e poi fosse tornato a casa per uccidere sua moglie. E invece i bambini, stando al suo racconto, erano in casa.

Alle 12.40, Salvatore Baglione si è presentato alla stazione dei carabinieri dell’Uditore. “L’ho uccisa”, ha detto. I militari sono subiti corsi a casa con un’ambulanza, speravano ancora che la donna si potesse salvare. Purtroppo Piera era morta, il suo corpo era in bagno in una pozza di sangue.

Un vicino di casa racconta che circa un mese fa, Piera aveva anche chiamato le forze dell’ordine, durante l’ennesima litigata. Era esasperata da tutto quello che stava succedendo ma poi in quella occasione non aveva voluto sporgere denuncia.

La confessione dopo ore dal delitto

La procura contesta l’omicidio volontario, con le aggravanti dei “futili motivi, segnatamente per gelosia” e della “crudeltà”. Scrive il pubblico ministero: “Ha inflitto numerose e ripetute coltellate sul viso, sul capo e nel tronco, mediante un coltello che ha una lama di 20 centimetri”. Non solo, prima di rivolgersi alle forze dell’ordine, l’uomo avrebbe fatto anche altro, senza mai dimostrare pentimento ( non ha chiamato i soccorsi e ha invece aspettato ore prima di recarsi in caserma).

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