Nuovo DPCM, scuole chiuse in zona rossa: le nuove regole valide fino a Pasqua

mascherina a scuola

Il nuovo DPCM è stato ufficializzato ed è il primo del Governo Draghi. Restano valide le principali restrizioni già introdotte dal Governo di Conte a partire dallo spostamento tra regioni ma ciò che interessa maggiormente sono le nuove restrizioni sulla scuola, tema da sempre particolarmente caldo. Potranno gli alunni continuare con la didattica in presenza? E per i più piccoli, ovvero i bimbi di scuola dell’infanzia e elementari, sarà ancora garantita la possibilità di frequentare? Oppure tutti dovranno tornare alla DAD che nella prima fase della pandemia ha creato notevoli disagi ai genitori, costretti a stare a casa per assistere i figli?

Tante le novità al riguardo, con il Governo Draghi che detta nuove regole sulla scuola. Ecco le principali novità contenuto nel nuovo decreto che sarà valido fino a subito dopo Pasqua.

Nuovo DPCM, scuole chiuse in zona rossa

Il decreto firmato da Mario Draghi prevede la sospensione dell’attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari, nelle regioni inserite in zona rossa, ovvero quelle considerate ad alto rischio per i numeri di contagi.

Nelle zone arancioni e in quelle gialle, invece, saranno i Presidenti di regione a poter predisporre la chiusura delle scuole qualora la ritenessero opportuna. La sospensione dell’attività scolastica potrà essere decisa, nelle aree in cui gli stessi Presidenti abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti, nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni e nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

Si torna alla didattica a distanza

Insomma regole stringenti sulla scuola che ancora oggi,a un anno di distanza dalla prima ondata del Covid 19, continua a essere considerata uno dei luoghi più “pericolosi” per il contagio. E così, la DAD torna prepotentemente a farsi avanti con tutte le critiche che da sempre si porta dietro. Critiche legate al fatto che lasciare i bimbi a casa comporti la difficoltà, da parte dei genitori lavoratori, di gestire la giornata. E ancora, sono molti quelli che sottolineano l’importanza di garantire ai bambini e ai ragazzi la possibilità di frequentare la scuola in presenza per apprendere più facilmente e allo stesso tempo rafforzare il rapporto con le maestre e i professori oltre che con i compagni di classe. Per il momento, però, le nuove restrizioni sulla scuola per le zone rosse parlano nuovamente di sospensione dell’attività scolastica. In attesa di tempi migliori. 

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