Le regioni a rischio zona gialla: cosa potrebbe cambiare dopo Ferragosto

Le regioni a rischio zona gialla: cosa potrebbe cambiare tra due settimane

Italia in zona bianca fino a Ferragosto e poi si vedrà: così aveva lasciato intendere il Governo a luglio e così effettivamente è stato. Mancano ormai due settimane scarse alla metà del mese e tutte le regioni di Italia fanno ancora parte della zona più a basso rischio di contagio e con minori restrizioni.

Ma i numeri dei nuovi contagi da Covid stanno aumentando e, con tutta probabilità, per dopo Ferragosto alcune regioni finiranno nuovamente per essere inserite in zona gialla. Un declassamento, dunque, in vista della curva dei contagi che, in alcune zone di Italia, sta tornando a preoccupare nonostante le vaccinazioni siano in aumento. Colpa della variante delta che, come molti ormai sapranno, sta colpendo non solo il nostro paese ma anche tutto il resto del mondo. Ma tra due settimane cosa potrebbe cambiare, nello specifico? E quali potrebbero essere le regioni a rischio di tornare in zona gialla? Ecco le ultime novità in merito.

Le regioni a rischio zona gialla: quali sono

Stando alle ultime indiscrezioni, le regioni indiziate per la zona gialla sarebbero essenzailmente tre: Lazio, Sicilia e Sardegna. Qui i contagi starebbero nuovamente salendo e il Governo potrebbe decidere di aumentare le restrizioni per cercare di evitare pericolose impennate. Ricordiamo che lo scorso 22 luglio sono anche cambiati i parametri con i quali assegnare i colori alle varie regioni. Secondo i nuovi parametri, però, Sardegna, Lazio e Sicilia sarebbero le regioni a rischio di zona gialla. Due sono essenzialmente le condizioni fissate dal decreto e che si devono verificare per passare dalla zona bianca alla zona gialla, quella con maggiori restrizioni:

  • l’incidenza settimanale dei contagi deve essere pari o superiore a 50 ogni 100.000 abitanti a condizione che il tasso di occupazione dei posti letto in area medica sia superiore al 15% e il tasso di occupazione dei posti letto in t. intensiva per pazienti con Covid-19 sia superiore al 10%
  • si verifichi un’incidenza pari o superiore a 150 casi per 100.000 abitanti

Cosa potrebbe cambiare tra due settimane nelle regioni gialle

Nelle regioni gialle sarebbero comunque consentiti tutti gli spostamenti: all’interno del proprio Comune, tra Comuni diversi e tra Regioni. Le attività di ristoro potrebbero lavorare all’aperto ma anche al chiuso con consumo al tavolo, fino alle 18. Tornerebbe inoltre il limite di 4 persone per tavolo se non conviventi. Cinema, i teatri e musei e le sale da concerto resterebbero aperti con la regola della capienza al 50%.

Tornerebbe poi l’obbligo della mascherina anche all’aperto. Regola, questa, abbandonata in zona bianca dalla fine dello scorso giugno. In zona gialla infine sarebbero anche vietate le attività delle discoteche.

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