Il green pass obbligatorio per il personale scolastico: parola del ministro Bianchi

Si inizia a delineare quello che sarà il percorso verso il rientro in classe per studenti e personale Ata e corpo docente. A parlarne è stato ieri per la prima volta il ministro Bianchi che non ha usato molti giri di parole. In modo semplice e lineare ha fatto capire che l’Italia non si può permettere un altro anno di didattica a distanza ed è per questo che si prenderanno dei provvedimenti seri che riguardano i docenti e anche il personale Ata. Stando a quanto ha dichiarato ieri il ministro nel Meeting di Rimini, tutto il personale che non avrà il green pass sarà sospeso. Non si parla di personale non vaccinato, sia chiaro, ma di chi si rifiuterà a questo punto ( qualora non fosse vaccinato) di fare con cadenza regolare il tampone.

Rientro a scuola: personale senza green pass sospeso

Il ministro ha dichiarato: “Abbiamo un set di regole chiare, che abbiamo ovviamente dato seguendo le indicazioni del Cts; indicazioni che dicono in maniera molto evidente che tutti coloro che hanno un Green pass sono dentro la scuola” mentre “coloro che non hanno un Green pass ovviamente saranno sospesi”.

 Bianchi ha continuato: “è una misura di tutela, è la dimostrazione palese che io penso non solo a me, ma anche ai miei, ai ragazzi, ai figli di tutti noi. Il Green pass è una misura europea che ancora una volta testimonia come la persona – io – mi faccio carico di tutte le altre persone che ho a carico”.

Il nodo però non è stato sciolto, perchè che ci fosse bisogno del green pass per entrare a scuola, era cosa parecchio ovvia. Ma nelle prossime settimane di certo il punto sarà un altro. Chi non ha il vaccino dovrà quindi fare un tampone ogni tre giorni, visto che ha una validità di 48 ore. Ed è fondamentale che non si ceda al ricatto di chi continua a sostenere che i tamponi devono essere gratuiti per le persone che non hanno voluto fare il vaccino. Perchè se i ragazzi hanno tutto il diritto di avere un tampone gratis o a un costo inferiore, gli adulti che avrebbero dovuto dimostrare di essere tali, vaccinandosi ( se non per problemi di salute importanti) possono di certo pagare per le loro scelte e quindi pagarsi il tampone. Una posizione che, a nostro avviso, si dovrebbe esprimere in maniera più chiara.

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