Un biglietto per avvisare Lidija “sei in pericolo”. E’ stato Zlatan a scriverlo prima di ucciderla?

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Di fronte all’ennesima tragedia annunciata continuiamo a chiederci come sia stato possibile che il killer, che ha ucciso due donne che avevano fatto parte della sua vita, contro cui aveva usato violenza, fosse ancora in libertà. Stridono oggi, quelle parole di chi aveva certificato tutto, di chi aveva detto che non c’era pericolo, perchè non avrebbe più fatto del male. E invece, Zlatan ha continuato a turbare l’esistenza della sua ex, ha esasperato anche la seconda compagna. E Lidija e Gabriela lo sapevano, sapevano che stavano rischiando. Ma nessuno ha trovato il modo di aiutare queste due donne che lo hanno lasciato, hanno denunciato, hanno chiesto aiuto. Qualcosa non va nel nostro sistema, è sempre più evidente, serve una rivoluzione, servono regole diverse e fino a quando non ci saranno, continueremo a piangere, donne uccise da uomini che dicevano di amarle. Che Lidija sapesse di essere in pericolo, lo ha spiegato più volte in questi giorni il suo attuale compagno, Daniele Mondello. Poche ore fa tra l’altro, l’uomo ha anche raccontato di un biglietto che la sua compagna aveva ritrovato, era chiaro che il pericolo, era sempre più vicino. «Ciao Lidia, non andare in giro da sola, sei in pericolo, è grave». Firmato: «Tua amica»Poche righe, scritte a penna con una calligrafia incerta. «Ho trovato questa lettera nella cassetta della posta, domenica sera quando sono tornato a casa» racconta Daniele Mondello, il compagno Lidija uccisa dall’ex marito Zlatan Vasiljevic.

Il biglietto per Lidija una minaccia di Zlatan?

Secondo Daniele però, quel biglietto, non è stato scritto da una persona vicina alla sua compagna ma pensa che fosse l’ennesimo tentativo di Zlatan di terrorizzare Lidija: «Più che un avvertimento sincero sembra una minaccia. Quasi certamente l’ha scritta l’assassino, per terrorizzarci ma anche perché faceva parte del suo piano. È evidente che voleva uccidere non solo Lidija ma anche tutti i suoi affetti: farla sentire in pericolo significava fare in modo che girasse spesso in compagnia di uno di noi, e questo gli poteva offrire l’occasione di uccidere più persone possibile. Altrimenti che senso avrebbe avuto andarsene in giro con delle granate.

Purtroppo in questa difficile situazione, a dare delle risposte e a pagare per i loro errori, dovrebbero essere anche le persone che hanno fatto delle valutazioni, evidentemente sbagliate, permettendo a un uomo pericoloso come Zlatan di andare in giro a uccidere due persone. Due donne che vivevano nel terrore, che sapevano già, come sarebbe andata a finire e nessuno ha fatto nulla per cambiare la loro vita.

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