Liliana Resinovich si è suicidata ma ora c’è un altro giallo da risolvere

Si è suicidata Liliana Resinovich: è questo il risultato delle perizie fatte dagli esperti ma c'è un altro giallo perchè la donna, sarebbe morta a gennaio
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Il caso di Liliana Resinovich ha accesso dibattiti per mesi. Di una 63enne poco sorridente e vestita sempre con abiti colorati, in giro per l’Europa insieme a suo marito in bicicletta, abbiamo conosciuto molto, per bocca degli altri. Quello che di lei ci hanno raccontato. Ma poco sappiamo di quello che Liliana provava, sentiva; poco sappiamo di cosa ha deciso di fare la mattina del 14 dicembre, quando a quanto pare, si è suicidata. Non ci sono più dubbi, secondo la procura di Trieste, la moglie di Sebastiano, si è tolta la vita. Un gesto volontario. Non un omicidio. La 63enne scomparsa il 14 dicembre 2021 e trovata morta all’inizio di gennaio nel parco dell’ex ospedale psichiatrico di Trieste, si è suicidata. La famiglia di Liliana ha sempre voluto credere che non fosse così, ha sempre cercato un colpevole. Una persona che quella maledetta mattina l’abbia magari caricata in macchina e poi costretta a fare qualcosa. Ma dalle lunghe indagini condotte in questi mesi, che sono andate verso tutte le direzioni, non si è giunti a queste conclusioni. Liliana si è tolta la vita. Ipotesi che è stata invece subito stata abbracciata dal marito della donna che, pur non comprendendo i motivi per i quali la Resinovich si sarebbe tolta la vita, ha considerato questa, la pista più plausibile.

Liliana Resinovich si è suicidata

Liliana Resinovich quindi, si è suicidata. E’ la conclusione a cui è giunta la perizia disposta dalla procura, eseguita da Fulvio Costantinides e dal radiologo Fabio Cavalli, che mette la parola fine alla vicenda. La donna è morta due o tre giorni prima del ritrovamento del corpo, per l’asfissia causata dai due sacchetti stretti sulla testa.  Secondo i periti – il medico legale Fulvio Costantinides e il radiologo Fabio Cavalli – l’asfissia causata dai sacchetti sarebbe compatibile con un suicidio: se si respira l’anidride carbonica che si espira, si muore senza traumi particolari.

Nelle 50 pagine della perizia – pronta a marzo ma resa nota soltanto ora per motivi tecnici – insomma i due esperti incaricati dal pm Maddalena Chergia, ritengono che Liliana abbia fatto tutto da sola dopo autopsia ed esami tossicologici. Probabilmente, la decisione di attendere prima di rendere nota questa relazione risiede anche nel fatto che Liliana appunto, non è morta il 14 dicembre ma pochi giorni prima che il suo corpo fosse ritrovato. Il cadavere di Liliana è stato ritrovato il 5 gennaio, questo significa che la data di morte potrebbe essere il 2 o il 3 gennaio.

Dove ha vissuto Liliana per oltre due settimane?

Liliana Resinovich quindi, in pieno inverno, avrebbe vissuto fuori casa. Senza nessun avvistamento, senza che nessuno sapesse che fine aveva fatto. Senza soldi, senza green pass, senza cellulare. Due settimane, quelle di festa, tra Natale e Capodanno da sola a Trieste? Per poi andare a suicidarsi a pochi passi da casa sua. Un solo avvistamento, quello del 14 dicembre, alcune immagini delle telecamere e poi più nulla. Un altro giallo quindi da risolvere. Perchè la famiglia di Liliana ha già fatto sapere che andrà avanti, alla ricerca della verità e attende di rilasciare commenti, quando queste notizie arriveranno tramite gli avvocati. Restano quindi ancora delle domande: se è vero che Liliana è morta a gennaio, che cosa ha fatto per due settimane? Suo marito in quei giorni, è stato perennemente sotto i riflettori, sembrava non avere idea di dove potesse essere sua moglie. Liliana ha chiesto aiuto a qualcun altro?

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