Il fratello di Ciro Palmieri, ucciso da moglie e figli lo difende: “Non era lui il mostro”

In difesa di Ciro Palmieri, ucciso da moglie e figli, parla suo fratello: "Non è lui il mostro " spiega
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E’ una storia che lascia senza parole quella che arriva dalla provincia di Salerno e che forse, nelle aule del tribunale, scriverà ancora altri drammatici momenti. E’ la storia di Ciro Palmieri, ucciso a coltellate da sua moglie e da due dei suoi figli ( uno dei quali ancora minorenne). Il panettiere di Giffoni, è stato prima ucciso, poi gettato in un dirupo. Il suo corpo, troppo grande per essere trasportato, fatto a pezzi. Oggi a parlare, in difesa di Ciro Palmieri, è suo fratello. Nelle ultime ore infatti sono circolate molte voci secondo le quali l’uomo più volte, sarebbe stato violento, con sua moglie ( lo dimostrerebbe una denuncia presentata dalla donna sette anni fa). Quello che però non si capisce, in questa drammatica vicenda, è il motivo per il quale, se davvero Ciro è stato ucciso per legittima difesa, dai figli della donna, stanchi di vedere la mamma vittima di violenze, come mai dopo, sia successo altro. Le storie di cronaca ci hanno dimostrato che in caso di legittima difesa, anche chi commette un omicidio, non viene condannato. La famiglia di Ciro Palmieri invece, ha occultato il cadavere dell’uomo, ha denunciato la sua scomparsa inventando una storia inesistente. Per quale motivo?

L’omicidio di Ciro Palmieri, parla suo fratello

Lei mi diceva: se n’è andato, non è tornato, sono venuti a prenderlo delle persone di un brutto giro. Penso che il mostro non sia mio fratello”. E’ quanto ha affermato al Tg3 Luca Palmieri, fratello del 43enne Ciro, il panetterie di Giffoni Valle Piana massacrato, secondo l’accusa, dalla moglie Monica Milite, dal figlio Massimiliano e da un altro figlio di 15 anni. Secondo il fratello di Ciro, sua cognata ha sbagliato. E spiega:  “Non giustifico e non ammetto le violenze, ma arrivare da uno schiaffo ad una atrocità del genere… Io penso che il mostro non sia mio fratello“. Queste le parole dell’uomo intervistato, poche ore l’arresto di sua cognata e dei suoi nipoti, ai giornalisti del TG3.

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