Attualità Italiana

L’avvocatessa di Stasi Aldovrandi : “forse si giungerà a una conclusione diversa, più vicina alla verità”

C'è una nuova verità da scoprire a Garlasco? L'assassino di Chiara Poggi non è Alberto Stasi? Ecco cosa dice l'avvocatessa Aldovrandi, nuovo legale di Stasi

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Elisabetta Aldovrandi è entrata da poche settimane nel team difensivo di Alberto Stasi, all’avvocatessa il compito di difendere l’uomo dalla diffamazione che sta subendo in questi mesi. Ed è dunque anche per questo che oggi le sue parole su quello che sta accadendo tra Milano, Pavia e Garlasco sono importanti. Dopo le notizie date in esclusiva dal Tg1, la dottoressa, Aldovrandi, commenta quelle che sono le prime indiscrezioni, tornando anche a parlare di quello che sarebbe successo a Chiara Poggi. Quando è stata uccisa? Quando potrebbe esser durata la sua aggressione? Che cosa sarebbe emerso dalla nuova consulenza?

>>> Le indiscrezioni date dal Tg1 con le ultime news sul delitto di Garlasco

Le parole dell’avvocatessa Aldovrandi sui social

Con un post sui social, l’avvocatessa ha spiegato: “Le ecchimosi, ossia i lividi, sul corpo di Chiara Poggi e che con tutta evidenza fanno pensare che lei abbia cercato di difendersi prima di essere uccisa, che abbia in qualche modo tentato di ribellarsi alla furia omicida del suo assassino, non sono e non saranno una novità della Prof.ssa Cattaneo. Bensì erano già stati descritti dal Prof. Ballardini, ossia colui che firmò la consulenza medico legale sulla morte di Chiara.

E ancora: “Quei lividi c’erano sempre stati, ed erano stati descritti pure meticolosamente. Solo che non erano stati interpretati come segni da difesa, ma come segni e basta. Chiara era stata còlta di sorpresa da una persona che conosceva bene, era stata aggredita in modo veloce e feroce, ed era morta senza che avesse potuto difendersi.

L’avvocatessa Aldovrandi spiega: “La pozza di sangue di 50 centilitri ai piedi della scala, l’aggressione in due tempi già descritta dai Ris nel 2007, le ferite diverse per forma, profondità e tipologia, non erano stati di per sé sufficienti a far ritenere che l’azione omicidiaria abbia avuto bisogno di un certo tempo per essere svolta dall’inizio alla fine.

E poi ha concluso con queste parole: “Ora, forse, si potrà davvero leggere tutto il quadro indiziario nel suo complesso, così come aveva suggerito la Corte di Cassazione nel 2013, annullando la seconda assoluzione di Alberto Stasi. E si potrà giungere a una conclusione diversa. Che forse non sarà precisamente la verità. Ma ci si avvicinerà molto di più.

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