L’ha strangolata e portata nel bagagliaio in caserma morta: la storia di Anna, uccisa dall’ex a Modena

Sono 27 le donne uccise in Italia nel 2024. Anna era tornata a casa per riprendersi i suoi figli, come i giudici avevano stabilito. Il suo ex l'ha strangolata

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Sono 27 le donne uccise in questi primi 5 mesi del 2023. Anna Svidirenko aveva solo 41 anni e aveva deciso di voltare pagina, mettendo fine a un matrimonio che non era più quello che voleva. Suo marito però non ha mai accettato la decisione e la richiesta di affido esclusivo dei figli, ha solo accelerato un istinto che probabilmente l’uomo serbava, come succede spesso a chi commette femminicidi, sin dopo la separazione. Anna aveva due figli, 5 e 3 anni, adesso sono rimasti da soli. A cambiare per sempre la vita di queste due creature e a spezzare quella di Anna, è stato suo marito, Andrea Paltrinieri, 48 anni. Il femminicidio si è consumato nella notte tra lunedì e martedì. Questa mattina poi Paltrinieri si è presentato in caserma in macchina. Nel bagagliaio c’era il cadavere di sua moglie. Ha confessato.

La donna, come è emerso dalle prime indagini, aveva avviato davanti all’autorità giudiziaria di Innsbruck (Austria) una procedura per regolamentare l’affidamento prevalente dei due figli minori e l’esercizio del diritto di visita. Il 17 maggio 2023 era stata decisa la collocazione prevalente nell’abitazione della madre e il diritto di visita del padre. A gennaio l’indagato aveva fatto ricorso al tribunale civile di Modena per separazione con addebito a carico della donna, contestando la giurisdizione austriaca. 

Anna Sviridenko uccisa dal marito: un altro femminicidio a Modena

Anna Sviridenko, 41 anni, medico molto noto in Austria e madre di due bambini di 5 e 3 anni non viveva più a Modena. Era tornata in Italia solo per riprendersi i suoi figli. Il corpo si trovava nel bagagliaio di un fugone: la donna era rannicchiata, con il capo infilato in un sacco nero, legato al collo con un cavo elettrico: rimosso il sacchetto, i militari hanno trovato anche una cintura stretta sempre al collo. La vittima, quindi, è stata strangolata, probabilmente qualche ora prima di essere caricata nel furgone. L’assassino avrebbe usato un cavo elettrico o forse una cintura.

Nonostante il ricorso del marito il tribunale modenese aveva confermato le disposizioni di Innsbruck.  I giudici informano la procura, senza assumere provvedimenti temporanei urgenti, essendoci già una decisione di un giudice straniero comunitario, riconoscibile in Italia. Anna era tornata a riprendersi i suoi figli, come la legge aveva stabilito. Purtroppo però i suoi figli adesso, resteranno senza la loro mamma.

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