Libia, entro domenica un unico comando Nato

Si continua a combattere a Misurata, e l’ ONU annuncia, 250mila possibili rifugiati.

In attesa che si delineino definitivamente i contorni politici della missione Odissea all’ alba, in Libia si continua a combattere. I maggiori teatri dello scontro bellico, oltre a Tripoli, sono gli stessi dei giorni scorsi, ovvero Misurata e Ajdabiya. Città strategiche dal punto di vista militare tanto per gli insorti, quanto per l’esercito fedele al Rais. Nella città costiera (Misurata ndr), gli uomini del Colonnello, protetti dal fuoco dei carri armati, stanno cercando di espugnare il centro abitato, dopo aver conquistato ieri il porto, per evitare così i raid aerei della coalizione. Purtroppo secondo il quotidiano inglese Telegraph, negli scontri sarebbero morte almeno 109 persone e i feriti sarebbero oltre mille.

 Nella città di Ajdabiya, invece, i tornado britannici della Raf e l’aviazione francese continuano le loro missioni contro gli obbiettivi militari, distruggendo due postazioni della contraerea dell’esercito di Gheddafi. L’allarme più grave, a questo punto, come ha annunciato il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, è quello dei rifugiati. Infatti ne sono previsti oltre 250mila.

Sul fronte diplomatico intanto, fonti dell’alleanza Atlantica fanno sapere che la Nato assumerà la guida di tutte le operazioni militari e che “Non ci sarà più la coalizione dei ‘volenterosi’ e quella della Nato, ma solo una coalizione internazionale a guida Nato”. L’annuncio è avvenuto poche ore dopo che il consiglio d’Europa aveva espresso la sua posizione riguardo l’intervento bellico. Sostanzialmente anche l’Europa, come realtà politica, ha deciso di contribuire all’applicazione della risoluzione 1973 del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Grande soddisfazione dell’Italia per l’accordo giunto: “Era esattamente quello che l’Italia chiedeva e anche se si tratta di un’intesa politica preliminare – hanno commentato alla Farnesina – il nostro giudizio è certamente positivo perché si tratta di un comando unico che evita una moltiplicazione di comandi”. Soddisfatto anche il presidente del consiglio Berlusconi, che lasciando il suo albergo per recarsi alla seconda giornata di lavori del Consiglio Europeo, ai giornalisti che gli chiedevano se fosse soddisfatto per i nuovi sviluppi sulla crisi libica, ha risposto con un secco “assolutamente si”. Chi invece, è rimasto scontento è il presidente francese Nicolas Sarkozy che non vuole rinunciare al coordinamento politico della missione da parte della Francia.

Fabio Sciulli

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